Elisa Claps: 10 anni fa la scoperta del cadavere a Potenza

Elisa Claps aveva soltanto 15 anni quando scomparve misteriosamente da Potenza nel 1993. Per molto tempo, nessuno conobbe il suo reale destino.

L’omicidio di Elisa Claps è stato uno dei casi più eclatanti della cronaca nera italiana degli ultimi decenni. Molto probabilmente perché, all’epoca della sua scomparsa, la 15enne Elisa era una ragazzina dai buoni sentimenti, pudica, bene educata e dai sani principi. La classica ragazza della porta accanto senza macchie nella sua vita, che mai avrebbe potuto fare del male a qualcuno. Come si legge da Criminalmente il suo essere ingenua portava Elisa a fidarsi di tutti: sia coetanei che persone adulte. Tra le persone di cui si fidava c’era anche un ragazzo, figlio di gente ricca, Danilo Restivo. Il giovane era considerato problematico, goffo ed anche un po’ strano. Tra le bizzarrie caratterizzanti Danilo Restivo, menzioniamo il suo modo di salutare quando entrava in una stanza, dicendo: “Arrivederci”. Tra altri disturbi caratterizzanti il Restivo, c’era anche la malsana abitudine di tagliare ciocche di capelli alle ragazze in autobus a Potenza, che poi teneva gelosamente conservate nella sua stanza.

Elisa Claps: la misteriosa scomparsa

Elisa Claps sparì nel nulla il 12 settembre 1993. Era una domenica, Elisa stava passeggiando assieme ad un’amica, ma ad un tratto si allontanò, affermando di avere un appuntamento con Danilo Restivo, di alcuni anni più grande di lei. Fu lo stesso giovane a chiedere un incontro ad Elisa. I due si sarebbero visti all’interno della chiesa della Santissima Trinità. Dopo i fatti di sangue perpetrati ai danni della Claps, Restivo avrebbe detto: “Ci stavano pochissime persone perché la messa era finita. Ci mettiamo dietro l’altare per una decina di minuti, dopodiché Elisa mi dice che a mezzogiorno doveva andare in campagna.” Danilo avrebbe poi seguito la ragazza con lo sguardo fino all’uscita principale della chiesa. A quel punto, il giovane, secondo la sua versione, si sarebbe trattenuto nel luogo sacro per pregare.

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Avvistamenti improbabili

Gli anni seguenti alla scomparsa di Elisa Claps furono un susseguirsi di vari avvistamenti della ragazza, tutti privi di fondamento o veridicità. L’avvistamento più degno di nota fu quello di Elisa in Albania. Tuttavia, non si trovò alcuna traccia della ragazza né a Tirana, né tantomeno ad Argirocastro. Era rimasto solamente Danilo Restivo come maggior sospettato su cui approfondire ulteriori indagini. Tuttavia, la sua versione dei fatti rimase invariata. Dopo essersi allontanato dalla chiesa della Santissima Trinità, il ragazzo riferì di aver girato per Potenza. Ad un certo punto sarebbe passato presso un cantiere, ferendosi la mano a causa di una presunta caduta da una scalinata in cemento.

Il ritrovamento del cadavere

Il cadavere di Elisa Claps venne rinvenuto nel 2010, nel corso di alcuni lavori alla chiesa della Santissima Trinità. Alcuni operai, nel corso della loro attività all’interno del luogo sacro, rinvennero un cadavere, all’apparenza mummificato. Gli oggetti ritrovati sul corpo (che doveva essere lì da moltissimo tempo) non lasciarono spazio a dubbi e incertezze. Quel corpo apparteneva ad Elisa Claps, scomparsa nel nulla nel 1993 e mai più ritrovata, almeno fino a quel momento. Filomena Claps, mamma della ragazza, commentò il ritrovamento del cadavere della figlia con tali parole: “Per  17 anni mia figlia condannata a stare in un  sottotetto, ma non era quella la casa di Elisa.

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L’autopsia diede come risultato uno scenario inquietante e terribile: Elisa Claps venne uccisa con 13 colpi di arma da taglio e a punta. Ulteriori elementi vennero forniti nell’ottobre dello stesso anno. Elisa sarebbe giunta nel sottotetto dove fu rinvenuta camminando, per poi essere qui uccisa. Come ricorda il portale Criminalmente, sembra che l’omicidio fosse avvenuto tramite una lama tagliente di medie dimensioni. Il killer della ragazza avrebbe continuato a martoriare il corpo anche dopo la morte della vittima. Sulla maglia di Elisa vennero rinvenuti alcuni elementi organici (sangue e saliva) di Danilo Restivo. Il cerchio era oramai chiuso.

Ma chi è realmente il killer di Elisa e Heather?

Come riporta FanPage all’interno di un dossier sul caso Claps, a Potenza Danilo Restivo era conosciuto come un giovane problematico, ma innocuo. Il papà di Danilo era Maurizio Restivo, che a Potenza svolgeva il prestigioso incarico di direttore della biblioteca nazionale locale. Maurizio si trasferì a Potenza nel 1979 da solo. Due anni dopo venne raggiunto dalla moglie Marisa Fontana e dai figli Danilo e Anna, rimasti a Cagliari in un primo momento. Maurizio Restivo era un uomo brillante, molto stimato in città. Non solo direttore di biblioteca, ma anche un pittore, scultore e avvocato. A stimare Maurizio Restivo era anche don Mimì Sabia, parroco della chiesa della Santissima Trinità. La famiglia Restivo, del resto, aveva vissuto per anni all’interno del comprensorio della chiesa. Svolgendo il ruolo di direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza, Maurizio aveva diritto ad avere lì un alloggio assieme alla sua famiglia. La posizione occupata da Maurizio Restivo, faceva sì che al figlio Danilo venissero perdonate le sue innumerevoli bizzarrie. Lo stesso padre faceva fatica a controllare quel figlio così particolare.

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Danilo Restivo imputato

Imputato, Danilo Restivo si vide condannato a 30 anni di carcere, più l’interdizione dai pubblici uffici, più la libertà vigilata di almeno 3 anni, una volta scontata la pena. I giudici decisero, inoltre, che il Restivo avrebbe dovuto versare la somma di euro 700 mila come risarcimento alla famiglia di Elisa Claps. Il processo d’Appello e quello di Cassazione, in seguito, confermarono la condanna a 30 anni per Danilo Restivo. Arriviamo al 2013, come informa Il Quotidiano del Sud, in un suo articolo dell’epoca, Danilo venne trasferito nel carcere di Potenza dopo aver trascorso una notte a Roma, nella casa circondariale di Rebibbia. Per lui venne disposta una cella singola, massima sorveglianza e isolamento.

L’ergastolo nel Regno Unito

Infatti, è d’uopo dire che Danilo Restivo trascorse i primi anni di carcere non in Italia, bensì nel Regno Unito. In territorio britannico, l’uomo era stato infatti condannato all’ergastolo! Oltre all’uccisione di Elisa Claps, Danilo Restivo si era infatti macchiato di un altro crimine: l’omicidio della sarta Heather Barnett. Il tribunale inglese lo condannò, di conseguenza, al carcere a vita. Il giudice Michael Bowes, a sentenza avvenuta, rivolgendosi al condannato, affermò: “Lei non uscirà mai di prigione. Lei è recidivo … È un assassino freddo, depravato, calcolatore … che ha ucciso Heather come ha fatto con Elisa”. Il giudice Bowes disse che Danilo Restivo sistemò il cadavere di Heather Barnett come fece con quello di Elisa Claps. Danilo Restivo tagliò i capelli a Heather proprio come fece con Elisa. Bowes, sempre rivolto a Restivo, disse: “Merita di stare in prigione per tutta la vita”.

La volontà di Restivo di rientrare in Italia

Per molto tempo, la richiesta di Danilo Restivo fu una una sola: “Voglio tornare in Italia”. Alla fine, in Italia ci tornò davvero, venendo trasferito nel carcere di Potenza. In Gran Bretagna, l’ergastolo a Danilo Restivo venne revocato, ma avrebbe dovuto comunque scontare 40 anni di reclusione. In Italia, il 23 ottobre 2014, Danilo Restivo si vide confermata, invece, la condanna a 30 anni di carcere dalla Corte di Cassazione. Ma perché l’ergastolo in Inghilterra fu revocato e la condanna passò a 40 anni di carcere da quello a vita? A rispondere a tale quesito sono le parole del presidente della commissione della corte di Appello di Londra, che ha reputato “altamente improbabile” che il Restivo tornerà ad essere un uomo libero.

Filomena Claps si affidò anche a Natuzza Evolo

Prima del ritrovamento del corpo della figlia, Filomena Claps, madre di Elisa, tentò di tutto per conoscere il destino della ragazza. Si affidò anche alla veggente Natuzza Evolo, una delle persone più carismatiche in ambito religioso del ventesimo secolo. Come è possibile leggere da Wikipedia, la Evolo riferì a mamma Filomena di non vedere Elisa “tra i defunti e quindi doveva essere viva, presto avrebbe avuto un segnale che avrebbe chiarito tutto”. Ma la giovane realmente morta. Quando fu rinvenuto il cadavere di Elisa nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, venne chiamato a conferire anche il vescovo di Potenza, Agostino Superbo, il quale negò qualsiasi conoscenza e implicazione in tali vicende.

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Marco Della Corte
Marco Della Corte
Sono nato a Capua (Caserta) il 4 agosto 1988. Da sempre amante, della letteratura, giornalismo, mistero, musica e cultura pop (anime, manga, serie tv, cinema e videogames). Ho mosso i primi passi su testate locali come Il Giornale del Golfo e la Voce di Fondi, per poi passare a testate più mainstream come Blasting News, Kontrokultura e Scuolainforma. Regolarmente iscritto presso l'ODG Campania come pubblicista, sono laureato in Filologia classica e moderna. Attualmente insegno come docente di materie umanistiche tra liceo classico e scientifico. Ah, dimenticavo: la cronaca nera è il mio pane quotidiano!