Esame di maturità 2020: cosa c’è da sapere al riguardo?

Esame di maturità 2020: ancora molte le incertezze sull'inizio delle prove previste il 15 giugno. Numerosi sono stati i disagi in Lombardia.

Una classe senza studenti. Photocredit: pixabay

Il 17 giugno inizia per migliaia di studenti italiani l’esame di maturità 2020, forse l’esame più incerto e tormentato di sempre. Come si chiede giustamente Orizzonte Scuola: i maturandi sono pronti a sedere dinanzi alla commissione? Andiamo per gradi: l’esame di quest’anno, vista la situazione delicata, sarà solamente orale, mentre la commissione sarà interna e caratterizzata da un solo soggetto esterno (il presidente di commissione). Diversi studenti italiani ancora ignorano su come sarà composto il voto. Dell’esame di maturità se n’è parlato abbondantemente in questi mesi, ma ci sono ancora molte lacune da parte degli studenti sul metodo di svolgimento del maxi-orale.

Esame di maturità: ancora incertezze a pochi giorni di distanza

L’esame di maturità 2020 inizierà il 17 giugno, ma le incertezze da parte degli studenti sono ancora molte. Secondo i dati resi noti da Skuola.net, tra 5 mila maturandi, una quota oscillante (a seconda delle domande) tra il 10% e il 20% dei ragazzi intervistati, dimostra di non aver compreso perfettamente ciò che attenderà loro a breve. Un problema da non sottovalutare, dato che manca solamente una settimana all’inizio di tutto. La cosa grave è che alcuni ragazzi intervistati ignorano che gli esami hanno una data ben precisa e credono che per l’inizio della prova ogni scuola possa decidere liberamente. Tuttavia, questa “deformazione” non è un fenomeno esclusivo degli esami ai tempi del coronavirus, in quanto anche negli anni trascorsi diversi studenti (seppur una minoranza) ignoravano le date di inizio degli esami di maturità.

Nominati i presidenti di commissione: come scoprire chi saranno

Alla fine, i presidenti di commissione sono stati trovati. Ancora un piccolo sforzo e presto la mappatura sarà completa a livello nazionale. Come informa il Corriere della sera, fino ad un paio di giorni fa, mancavano ancora diverse figure di questo tipo in regioni quali Lombardia, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna. Ieri, 11 giugno, è scaduto il termine delle nomine, mentre il 15 i presidenti dovranno costituire le commissioni negli istituti scolastici interessati, che incontreranno i professori componenti le varie commissioni.

Quest’anno i docenti di commissione saranno gli stessi che i ragazzi hanno avuto nel corso dell’ultimo anno, mentre solo il Presidente è esterno. Per conoscere chi è stato nominato come Presidente in un istituto scolastico è possobile visitare il portale di ricerca del Ministero “Cerca la Commissione d’Esame“.

Tuttavia, è anche possibile che a partire dal 15 giugno, alcuni presidenti di commissione decidano deliberatamente di rinunciare e le cause sono ben giustificate: chi per motivi di salute, chi per altri impedimenti umanamente comprensibili. Proprio per questa eventualità, molti uffici scolastici regionali rimangono con il fiato sospeso. Le difficoltà ci sono, è inutile dirlo. Un esempio è il fatto che a Milano l’ex ministro dell’istruzione leghista, Marco Bussetti, tornato a capo dell’ufficio scolastico, abbia dovuto firmare 155 ordini di servizio, per far riempire le commissioni rimaste vacanti, anche da presidi delle medie o professori di scuola secondaria.

Marco Bussetti ha avuto molto lavoro da sbrigare a proposito. Del resto, la situazione era critica e l’ex ministro dell’istruzione non ha potuto fare altro che scegliere i diretti interessati da liste che, in questi ultimi giorni, le scuole avevano inviato all’ufficio regionale, dopo l’estenuante lavoro da parte degli impiegati degli uffici scolastici. I presidi sono stati scelti e, di conseguenza, si sono completate 558 commissioni di Milano e città metropolitana, dove a partire dal 17 giugno, alle ore 8:30, più di 20 mila studenti entreranno in aula per sostenere l’esame di maturità, uno dei momenti più memorabili nella vita di un ragazzo, che purtroppo sarà in qualche modo alterato dalla situazione pandemica che ha inficiato sulla quotidianità della vita umana e sociale.

Il punto di Bussetti

Marco Bussetti ha dichiarato: “Era ampiamente prevedibile che si sarebbe creata questa situazione, e come Ufficio Scolastico Territoriale stiamo lavorando da giorni per avere le commissioni complete, oltre a tutto in una situazione di disagio ed emergenza anche per noi che lavoriamo prevalentemente con personale in modalità Smart”. Bussetti ha rassicurato che il “mosaico”, ora come ora, sia completo, ma ha anche fatto comprendere come, allo stesso tempo, il lavoro svolto sia stato duro, poiché “abbiamo necessariamente dovuto fare 155 ordini di servizio”.

Fontana si lamenta su Facebook

A protestare per la situazione che si è creata in Lombardia è stato proprio il presidente della regione Attilio Fontana, che su Facebook fa sapere che “da padre di una ragazza che tra pochi giorni dovrà affrontare l’esame di maturità” e si chiede “come sia possibile che moltissime scuole ancora non sappiano chi ricoprirà il ruolo di presidente di commissione”. Fontana non ha tutti i torti, se pensiamo che dopo la prima chiamata da parte del MIUR a Milano risultassero mancanti circa la metà dei presidenti necessari: 275 su 558. Dopo la seconda chiamata sono arrivate le candidature di altri 118 tra docenti e dirigenti scolastici. Risulta che 18 commissari dovranno prendersi cura di una doppia commissione, ovvero, quattro classi.

Anche docenti universitari in commissione

Almeno in Lombardia, sono cinque i casi in cui il presidente di commissione risulterà essere un docente universitario: due professori in pensione e tre ricercatori. Questi hanno presentato la loro candidatura dopo l’invito ufficiale del ministero a coinvolgere anche loro. Ma cosa accadrà in caso qualcuno di questi rinunciasse? I posti vacanti verranno, in tale eventualità, assegnati a docenti già nominati, i quali vedrebbero raddoppiato il loro lavoro. Una lotta contro il tempo, ma una cosa è sicura: entro il 17 giugno tutte le commissioni lombarde saranno complete.

Gli studenti parleranno anche della loro esperienza con la pandemia

Nel corso dell’esame di maturità 2020, gli studenti parleranno anche del loro rapporto con la pandemia e le conseguenti restrizioni, con cui tutti noi abbiamo avuto a che fare. Al riguardo, la dottoressa Laura Parolin ha voluti dire la sua, tramite un video proposto da Corriere TV. La psicologa, rivolgendosi agli studenti, ha detto: “Cari ragazzi e care ragazze, per voi è giunto il tempo della maturità e nel colloquio orale vi verrà chiesto proprio come avete visto questo periodo. Io credo allora che questa sia davvero un’occasione importante per voi di dire la vostra sull’esperienza di questi mesi”.

Laura Parolin ha proseguito: “Vi invito a pensarci in modo molto libero e molto autentico senza cercare delle risposte preconfezionate, in quanto la voce di ognuno di voi è molto importante”. Secondo la psicologa ci sarebbero due spunti di approfondimento su cui gli studenti potrebbero basarsi nel corso del loro esame di maturità, meditando sulle “limitazioni ai nostri diritti fondamentali e il benessere psicologico”. Parolin fa notare nel video come mai nella storia della repubblica italiana diritti come il lavoro, la libertà di culto, di circolazione e di studio, siano stati limitati in maniera così elevata. Laura Parolin ha specificato: “Se da un lato i limiti erano necessari e sono necessari per proteggerci, dall’altro hanno delle ricadute sulla vita di tutti noi”.

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Marco Della Corte
Sono nato a Capua (Caserta) il 4 agosto 1988. Da sempre amante, della letteratura, giornalismo, mistero, musica e cultura pop (anime, manga, serie tv, cinema e videogames). Ho mosso i primi passi su testate locali come Il Giornale del Golfo e la Voce di Fondi, per poi passare a testate più mainstream come Blasting News, Kontrokultura e Scuolainforma. Regolarmente iscritto presso l'ODG Campania come pubblicista, sono laureato in Filologia classica e moderna. Attualmente insegno come docente di materie umanistiche tra liceo classico e scientifico. Ah, dimenticavo: la cronaca nera è il mio pane quotidiano!