Esclusa dalla gita scolastica a Mauthausen perché autistica, il ministro dell’Istruzione sospende il viaggio

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Svolta nel caso della tredicenne di Legnano (Milano) esclusa dalla gita scolastica a Mauthausen perché autistica. Nella questione è intervenuto il ministro Stefania Giannini, decidendo di inviare degli ispettori all’istituto, far sospendere la gita d’istruzione che avrebbe dovuto iniziare oggi, lunedì 18 aprile, e ha pure ha invitato telefonicamente tutta la famiglia a Roma per discutere dell’incresciosa vicenda in vista di nuove misure contro il bullismo in classe.

La settimana scorsa la madre della studentessa, che aveva denunciato la discriminazione subita, era stata ricevuta dal provveditore di Milano Marco Bussetti, il quale aveva voluto accelerare gli accertamenti sul caso, contattando il capo degli ispettori scolastici.

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Persino la Comunità Ebraica romana si è fatta avanti offrendosi di accompagnare l’alunna disabile in visita al campo di concentramento austriaco. Questa mattina molto presto, per comunicarlo, ha telefonato a casa della ragazzina Riccardo Pacifici, ex presidente della Comunità ed uno dei creatori della Fondazione museo della Shoah, presieduta da Mario Venezia.

Ora la parola passa agli ispettori scolastici, che cominceranno ad esaminare i cellulari di coloro che si sono scambiati messaggi sostanzialmente per lasciare la ragazzina autistica a casa dalla gita, poi interpelleranno gli insegnanti. Forse è anche il caso di sottolineare che recentemente è mancata la preside dell’istituto e si ipotizza che in sua vece non siano state trovate persone in grado di gestire la situazione.

Comunque la visita d’istruzione a Mauthausen è stata solo sospesa, non annullata. Nel frattempo la Fondazione museo della Shoah ha proposto di tenere nella scuola al centro della bagarre una lezione contro la discriminazione e il bullismo a beneficio di tutti gli studenti. Perché se mentre i nazifascisti pensarono di mandare i disabili nei campi di concentramento, prima che gli ebrei, oggi una ragazzina autistica – che tra l’altro fa parte degli scout, dove organizzano gite di due o tre giorni e lei ci va senza problemi – rischia di non andare a vederne uno proprio perché i suoi compagni hanno paura ad averla nella stessa stanza con loro.

Sempre in questi giorni è accaduto un caso analogo a Giulio, un quattordicenne di Livorno a cui è stata negata la gita scolastica a causa del suo handicap: il popolo di Facebook ha risposto con foto di persone che tenevano in mano un cartello con scritto “Io sono Giulio” – ricordate lo slogan “Je suis Charlie”, dopo l’attentato al settimanale satirico francese “Charlie Hebdo” avvenuto il 7 gennaio 2015? -.

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).