Ma Federica Guidi chi è?

federica-guidi.jpg_2

L’inchiesta sul petrolio si espande, un polverone che parte dalla pubblicazione delle intercettazione che hanno comportato le dimissioni della Guidi, fino al coinvolgimento di nomi illustri tra cui l’ammiraglio De Giorgi Capo di Stato della Marina, indagini che lasciano basiti gli italiani, tutti stupefatti come lo stesso Maggiore.

Quando nel 2014 il Governo Renzi stava organizzando le nomine per i dicasteri, si credeva sarebbe stato nominato per lo Sviluppo Economico Riccardo Zacconi, padre di Candy Crusk Saga, invece a sorpresa fu nominata Federica Guidi.

Loading...

Ma la Signora Federica Guidi chi è?. Fino allo scorso 31 marzo era di fatto Ministro dello Sviluppo Economico del nostro Paese. Figlia dell’illustre Guidalberto Guidi, notorio industriale nientemeno che proprietario della Ducati di Modena, ricoperto di una quarantina di incarichi, svolti anche contemporaneamente , tra consigli di amministrazione, aziende e strutture di Confindustria.

Prima di sedersi in  Parlamento, piuttosto che restare nella fabbrica di papà, la Guidi era già prestigiosa, nel 2009 infatti vestiva  la carica di  Presidente dei Giovani imprenditori, all’epoca della Presidenza di Confindustria Marcegallia. Membro del Trilateral. Laureata in Giurisprudenza, analista finanziaria con esperienza biennale, è entrata nell’ Azienda di famiglia e con adeguata preparazione ha dunque ricoperto il ruolo di Amministratore Delegato della Ducati Energia.

Donna elegante, dall’aspetto integerrimo e composto, dal taglio alla Merkel (con cui non ha nulla a che vedere) costernata per la rinuncia al dicastero, già un’altra volta rischiava indegne accuse per conflitto di interesse per via del Free Duck, l‘innovativo quadri ciclo elettrico, venduto alla Polizia di Stato ed alle Poste Italiane per opere di consegna e vigilanza, commesse che sarebbero state solo secondo alcuni in conflitto di interesse, come altri rapporti della Ducati di Guidi padre con le Ferrovie dello Stato.

Alcuni parlamentari avevano addirittura presentato al Senato una mozione di sfiducia per lei, ma fortunatamente non fu messa neppure in calendario.

Date le sue capacità e competenze professionali, il padre ha rinunciato a malincuore alla sua preziosa collaborazione in azienda quando lei ha deciso di entrare in politica prima nella Regione Emilia Romagna , poi guidata dall’ amore per il Paese è giunta alla politica Nazionale, fino ad arrivare alla nomina di Ministro.

A Roma qualche insensato invidioso sostiene che l’ex Ministro Guidi non sia mai stato particolarmente presente e che della gestione ordinaria si occupava l’ apparato ministeriale mentre delle scelte importanti s’ interessava  Guidi padre insieme al Commercialista Dottor Signor Piero Gnudi  che sebbene sia Presidente del Collegio Sindacale Ducati, rende comunque una fondamentale collaborazione al Governo per giunta a titolo gratuito come Consigliere Economico.

La signora Guidi dai natali importanti, non come direbbero le male lingue un’altra figlia di papà, si trova  suo malgrado coinvolta, non indagata, in un’ inchiesta della Procura di Potenza, per via dell’emendamento alla Legge di Stabilità, approvato in corner in una notte del dicembre 2014, agli esordi della sua nomina, con il quale dava via libera al progetto petrolifero che avrebbe favorito l’azienda del compagno (che lei chiama marito) Gianluca Gemelli.

 Poste le sue dimissioni, la Guidi ha chiarito di essere giunta alla rinuncia della poltrona del Consiglio dei Ministri non per un conflitto di interessi bensì per  questioni di umanità e di opportunità.

La Signora Guidi ha pubblicamente dichiarato senza peli sulla lingua di “ non aver favorito suo marito”, in una accorata e sentita lettera inviata al Direttore del Corriere della Sera che aveva per primo gridato allo scandalo. Ha sentito l’esigenza di chiarire lei stessa alcuni punti intricati della vicenda per sottolineare alcuni dati strumentalizzati e deformati dalla politica.

Tutta la polemica nascerebbe da una telefonata poco opportuna col il suo compagno, detto marito, nella quale l’allora Ministro lo informava di un provvedimento parlamentare di rilievo nazionale, gli stava dando semplicemente una notizia.

Dice nella missiva di non aver rivelato assolutamente un affare di Stato, ne un segreto. Rivendicava l’ importanza dell’ emendamento per il Paese, se poi questo emendamento (come lei stessa dice) avrebbe consentito di accelerare i processi autorizzativi di molte opere strategiche come quello della Tempa Rossa di Potenza, poco importa , perché la società del compagno operava in Basilicata già da prima che lei fosse Ministro.

Nella medesima lettera specifica che purtroppo uno dei maggiori problemi dell’ Italia è dover acquistare dall’estero le risorse energetiche di cui abbisogna,  ma fortunatamente in questo contesto esistono aziende come quella del compagno che preferiscono investire miliardi di euro per estrarre petrolio e gas naturale in Italia, per giunta nel Sud.

Il Governo inoltre ha sempre ritenuto il settore energetico strategico nonché importante indotto per la creazione di nuovi posti di lavoro, dunque la Guidi a ragion veduta specifica che non era assolutamente necessario un suo interessamento per far procedere un così importante provvedimento.

Va comunque precisato che il Governo dopo aver  approvato l’emendamento, non ha attivato tutti i poteri sostitutivi che la Legge conferisce.

Ad onor del vero dunque La Guidi non è indagata bensì coinvolta, non è sposata ma ha marito, ha difeso un interesse nazionale non personale, è figlia di persona illustre ma ha sempre operato autonomamente per riuscire ad affermarsi puntando solo sulle sue forze, non si è dimessa per conflitto di interesse ma per questioni di opportunità ed umanità .

Le sue dichiarazioni dovrebbero averci chiarito le idee, ma per maggiore completezza sarebbe bene  attendere anche  quelle che rilascerà ai Pm dell’inchiesta di Potenza, certi che al fin giungendo si verrà a capo di questa intricata vicenda.

Potrebbero interessarti anche