La Fiat se ne va! Pronta all’espatrio…

Presentazione FIAT 500

Sergio Marchionne dice addio alla storica Fiat di Torino e ai suoi lavoratori. Decisione improrogabile quella di trasferire la sede legale in Olanda e quella fiscale a Londra

La FIAT è stata una grande azienda italiana torinese che ha fatto la sua storia, sin da quando è nata ha portato lavoro ai piemontesi e a tutti coloro che dal sud sono arrivati in cerca di un posto di lavoro per sfamare le loro famiglie. L’azienda si è sviluppata sempre di più nel corso del tempo producendo molte autovetture e cambiando il proprio direttore.

Oggi si assiste a un cambiamento radicale. L’amministratore delegato Sergio Marchionne, in carica dal 1 giugno 2004, ha deciso di voltare pagina.

L’aria di trasferimento porta ai lavoratori  a un inasprimento e una delusione nei loro confronti che con mille fatiche e sudore hanno lavorato onestamente per l’azienda.

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Non è il primo episodio di svolta che propone il delegato ma se facciamo un passo indietro, la produzione FIAT era stata spostata negli Stati Uniti in seguito alla fusione con la Chrysler, (di cui ha subito una nuova denominazione da FIAT a FCA)  tale unione ha permesso l’espansione della casa automobilistica a livello internazionale. La FCA nel frattempo promette che gli stabilimenti italiani resteranno e che presto tornerà la piena occupazione.

La nuova azienda avrà sede ad Amsterdam, pagherà le tasse a Londra e le sue azioni saranno scambiate a Wall Street, alcune sedi italiane diventeranno solo delle aree di insediamento del gruppo.  L’azienda fa i suoi interessi, cerca di tutelarsi come fanno le altre multinazionali ossia tenta di mettersi nelle condizioni di pagare meno tasse possibili.

Esce dalla nostra patria un azienda che per anni ha simboleggiato nel mondo la capacità del Paese di diventare una grande nazione industriale partendo dalla povertà e da una guerra perduta.

Cosa pensare in un periodo di crisi e di malfunzionamento dei sistemi… la FIAT per crescere e continuare a vivere ha bisogno di certezze che in Italia non ci sono. Troppe tassazioni, troppe grane, pochi i clienti rispetto agli anni precedenti. L’azienda ha bisogno di svilupparsi all’estero per incrementare i guadagni e gli interessi. Forse qui non è più, ormai, il posto adatto per rimanere.

Le vostre opinioni quali sono in merito al suo espatrio? Sta compiendo la scelta giusta?

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