Final Fantasy 7

Final Fantasy 7: curiosità sulla leggendaria opera videoludica

A quasi 23 anni dalla pubblicazione su pc e PlayStation 1, Final Fantasy 7 torna con un remake imperdibile su PS4, per la gioia dei fan che da anni lo chiedevano. Sicuramente un’operazione coraggiosa e un po’ azzardata, in quanto la nuova incarnazione deve fare i conti con quel baluardo che è stato il capitolo originale da cui trae spunto. Tetsuya Nomura e Yoshinori Kitase hanno coraggiosamente voluto farlo. Un remake, che vuole essere allo stesso tempo anche un reboot, al fine di dare un nuovo volto al titolo divenuto un cult ed un must per ogni appassionato di rpg che si rispetti. Il remake di Final Fantasy VII, pur non intaccando alcuni capisaldi della prima versione, reinventa e rimodella il tutto, dandogli nuova linfa vitale, al fine di piacere tanto ai neofiti quanto ai più vecchietti che, al suo tempo, si emozionarono, si divertirono e, inoltre, si commossero, giocando alla storia d’avventura, di azione e di amore di Cloud e Aerith.

Quando si parla di rpg che hanno fatto la storia, non possiamo non menzionare una pietra miliare quale Final Fantasy 7. Ci riferiamo al leggendario titolo che rivoluzionò il franchise allora targato Squaresoft. Come sapete, è in dirittura d’arrivo il remake dell’opera sviluppata dal brillante Tetsuya Nomura, bravissimo autore e autore originario di Kochi, in Giappone. In questo articolo vi daremo diverse informazioni e curiosità sul settimo capitolo di Final Fantasy, non disdegnando qualche collegamento con altre opere similari quali Kingdom Hearts, dove alcuni personaggi di Final Fantasy 7 fanno capolinea collaborando con Sora ed alcuni personaggi Disney.

Final Fantasy 7, Tetsuya Nomura ai disegni

Come leggiamo dal blog di A Star Crossed Wasteland, i disegni di Tetsuya Nomura riguardanti i personaggi di Final Fantasy 7 subirono varie modifiche nel corso dello sviluppo. Ad esempio, all’inizio, il personaggio di Cloud doveva essere quello di un ragazzo sulla ventina con capelli corti e castani, in maniera da fare da contrasto alla chioma fluente ed argentea del main villain Sephiroth. Tuttavia, Nomura temeva che tale design del protagonista non avrebbe avuto il successo sperato, in quanto sarebbe stato reso troppo mascolino. Alla fine decise di dare a Cloud dei capelli biondi e appuntiti, molto simili a quelli di Gohan di Dragon Ball Z in versione super saiyan. Il personaggio di Vincent subì, invece, numerosi cambiamenti: da detective a chimico a vampiro ex componente dei Turks con un passato drammatico alle spalle. Ad ogni modo, il design originale di Cloud venne utilizzato per Zack.

Da chi è stato creato il mondo di FF7?

A sviluppare la mappa del mondo di Final Fantasy 7 è stato Yoshitaka Amano. Bisogna dire che nella realizzazione di un gioco su Final Fantasy, la mappa viene affidata sempre ad un unico professionista. Per FF7, Amano si ispirò per alcuni nomi e luoghi alla mitologia nordica. Ad esempio Midgar, la città iniziale di gioco, che era il nome con cui i normanni usavano per indicare la Terra. C’è poi Nibelheim, storpiatura del termine Niflheim, il regno dei morti secondo la religione norrena. Ragnarok, termine usato per indicare il crepuscolo degli dei e la fine del mondo, è l’arma utilizzata da Cloud

Turks e Le Iene (non il programma Mediaset!)

L’abbigliamento dei Turks è una chiara citazione al film Le Iene di Quentin Tarantino. In un primo momento, le il corpo della ShinRa doveva essere capitanato da Rajin e Fujin, in seguito scartati ed usati per il capitolo seguente: Final Fantasy VIII. Ci teniamo, inoltre, a ricordare che all’interno della stupenda soundtrack caratterizzante il gioco, degna di menzione è sicuramente la traccia One Winged Angel che è possibile ascoltare nel corso della battaglia finale contro Sephiroth. Epicità e solennità allo stato puro, riutilizzata anche nel primo capitolo di Kingdom Hearts, nel corso della battaglia tra Sora e il perfido essere sul Monte Olimpo.

Il Lifestream

Il Lifestream è un concetto fondamentale presente in Final Fantasy VII. Esso rappresenta il flusso della vita. Ma cosa ha ispirato i ragazzi di Square per modellare la trama del gioco? Tutto inizia dalla tragica scomparsa della madre del creatore del franchise Hironobu Sakaguchi, il quale ha curato i primi 10 titoli videoludici. Sakaguchi-sensei aveva dichiarato al suo tempo, nel corso di un’intervista: “Mia madre morì mentre lavoravo a Final Fantasy VII e da allora ho continuato a riflettere sulla vita. La vita esiste in molte cose, però ero curioso di cosa sarebbe successo se avessi provato ad analizzarla in modo matematico, logico. Forse, questo approccio fu un modo per elaborare il mio lutto“. Sakaguchi aveva precisato come questo tema apparisse in FF per la prima volta, proprio nel corso del settimo capitolo.

Da questo, potremmo dire che Final Fantasy VII sia nato come un’esaltazione speciale alla vita. La filosofia che sta alla base dell’universo in cui si muovono Cloud, Aerith e gli altri personaggi sta nel fatto che tutti gli esseri viventi sono parte integrante di un’unica realtà: insieme, sono uniti al pianeta, dal quale nascono e dal quale ritornano dopo la morte. Questo flusso perpetuo utilizzato dalla ShinRa Corp. per i suoi piani è proprio il Lifestream. Ma un discorso integrale sulla vita non può essere scollegato dal tema della morte, poiché sono le due facce della stessa medaglia. C’era bisogno che un personaggio divenisse parte di tale flusso. Per questo, qualcuno doveva essere sacrificato e quel qualcuno era proprio Aerith.

La morte di Aerith

Una morte che all’epoca sconvolse migliaia di gamer. Eppure, la al dolce Aerith, unico vero amore del nostro Cloud, venne creata fin dall’inizio per morire. Sakaguchi si era scocciato della rappresentazione fin troppo scontata del tema Morte all’interno di numerosi videogames. La morte del personaggio doveva essere inaspettata, fredda, tale da arrivare come un fulmine al ciel sereno, tanto da sconvolgere l’animo del videogiocatore. Doveva tornare ad avere un effetto traumatizzante, destinato a rimanere per sempre nel cuore dei fan. Proprio per questo, il team decise di cambiare un po’ le carte in tavola.

Yoshinori Kitase, regista di Final Fantasy VII e quel geniaccio di Nomura affermarono all’epoca: “Volevo che la trama facesse provare qualcosa di intenso alle persone, che le facesse capire qualcosa“. Proprio per questo motivo, si era deciso di abbandonare il solito cliché di qualcuno che decidesse di sacrificarsi per amore di un altro personaggio, il tutto accompagnato da una cornice scenica e drammatica. Un cliché, questo, utilizzato in numerosi film, tanto asiatici quanto occidentali. Per gli addetti ai lavori, non era giusto dare un esempio simile alle persone.

Kingdom Hearts

Diversi personaggi di Final Fantasy VII appariono anche in Kingdom Hearts, rpg crossover in cui i personaggi Disney e Square si alleano per combattere insieme le forze del male. Dall’universo di FF7 troviamo Aerith, Yuffie e Cid che appaiono nella Città di Mezzo. I tre hanno trovato rifugio qui assieme a Squall Leonheart, protagonista di Final Fantasy VIII. Sul Monte Olimpo, Sora, Paperino e Pippo (i 3 personaggi principali del gioco) avranno la possibilità di scontrarsi con i due pilastri del settimo capitolo di Final Fantasy: Cloud (che in seguito diverrà anche lui un alleato dei nostro eroi) e il malvagio Sephiroth.

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