Francia, massicia reazione militare contro l’Isis a Raqqa dopo gli attentati a Parigi

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Massiccia reazione militare della Francia contro lo Stato Islamico a Raqqa, in Siria, dopo gli attentati di Parigi avvenuti nella serata di venerdì 13 novembre, provocando 129 morti e circa 300 feriti. Domenica sera, ha reso noto il ministero della Difesa francese, l’aviazione ha colpito con una ventina di bombe altrettanti obiettivi terroristici, utilizzando in tutto 12 aerei, di cui 10 caccia da combattimento, partiti da Emirati Arabi e Giordania. I target erano in particolare un centro di comando e di reclutamento usato anche come deposito di armi e di munizioni ed un campo di addestramento, ma attivisti anti-Isis a Raqqa hanno riferito via Twitter che è stata bombardata gran parte dei “centri nevralgici” dell’Isis e che in più parti della città è saltata la corrente elettrica. Gli attivisti hanno precisato che sono stati colpiti anche lo stadio, un edificio politico, un museo e un ospedale. Non si conosce ancora il numero di vittime.

La Francia era già impegnata contro il Califfato in Siria – il che è stato indicato dagli attentatori come uno dei motivi di loro attacchi – ma questi nuovi raid sono considerati una reazione alla carneficina di venerdì, come avevano peraltro annunciato il presidente francese Francois Hollande e il premier Manuel Valls.

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Il sopporto logistico degli Usa

L’operazione militare è avvenuta in coordinamento con le forze americane, che secondo il Wall Street Journal avrebbero fornito a quelle francesi informazioni di intelligence. Domenica pomeriggio ha anche avuto luogo una telefonata tra il segretario alla Difesa americano Ash Carter e il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian, in cui è stato raggiunto un accordo su un’azione congiunta tra gli Usa e la Francia contro l’Isis; intanto il presidente Barack Obama e il collega russo Vladimir Putin, che si sono visti ad Antalya in Turchia in occasione del G20, pur avendo posizioni diverse su Assad, concordano sull’ “imperativo” di raggiungere un’intesa per concludere la guerra in Siria.

L’intervento di Renzi

Da Antalya è intervenuto anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale ha sottolineato che per  risolvere il problema terrorismo, tuttavia non ci vuole solo una reazione militare – che ha per esempio portato il caos in Libia – ma serve una strategia. Renzi ha sottolineato che parte dei terroristi che hanno colpito in Europa, vengono dalle periferie europee – come le stesse banlieue francesi – sono cresciuti in scuole europee e sono nostri connazionali.

Le misure di sicurezza all’interno

Anche sul fronte francese interno, sono state prese misure per contrastare il terrorismo ed in particolare il ministro Bernard Cazeneuve ha annunciato in diretta tv la chiusura delle moschee o spazi usati per la preghiera islamica dove si inneggia all’odio. Già c’erano state prese iniziative simili prima dell’emergenza di questi giorni, ha detto Cazeneuve, ma ora si è deciso di agire “in modo più rapido”. Non solo: Hollande ha incontrato all’Eliseo i leader di diversi partiti, tra cui Marine Le Pen e Nicolas Sarkozy. Essi hanno chiesto che la chiusa delle frontiere, decisa subito dopo gli attentati, diventi una misura a tempo indeterminato.

 

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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