Fukushima: 8 anni fa la catastrofe, radiazioni ancora attive

Ci vorranno decenni per la bonifica centrale, alto il numero degli sfollati

Otto anni fà accadeva la peggior catastrofe di tutti i tempi. Il Giappone commemora l’ottavo anniversario della tragedia di Fukushima quello che è conosciuto come il triplice disastro: il sisma di magnitudo 9 che ha generato il successivo tsunami, e l’incidente alla centrale nucleare con il propagarsi delle radiazioni. Alle 14:46 in punto, un minuto di silenzio è stato osservato al Teatro nazionale di Tokyo, l’esatto orario in cui il terremoto si è verificato l’11 marzo 2011, così come lungo i litorali della costa nel Giappone nord orientale, devastate dall’onda anomala.

I numeri della tragedia

Nel disastro di Fukushima morirono più di 15.800 persone oltre a 2500 dispersi. Stando alle stime rese note dalle autorità locali, almeno 3700 persone sono decedute per problemi di salute associati al disastro. Oltre 470 mila residenti sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazioni in prossimità della zona di evacuazione mentre 50 mila persone sono ancora sfollate.  L’esplosione della centrale nucleare Fukushima Daiichi, è stata classificata come la peggiore dopo quella di Chernobyl.

A che punto stanno le operazioni di bonifica

Le operazioni di bonifica alla centrale nucleare procedono con estrema lentezza e fatica a causa dell’alto livello di radiazioni presenti.  E’ stato effettuato un test che ha visto l’utilizzo di un robot con braccia meccaniche per rimuovere le barre di combustibile fuso ancora presenti all’interno dei reattori danneggiati. Il processo di rimozione del magma radioattivo all’interno della centrale, gestita dalla Tokyo Electric Power Company (TEPCO), dovrebbe iniziare soltanto nel 2021.

Mentre per la ricostruzione di strade e infrastrutture i lavori dovrebbero terminare entro il 2020. La zona nei pressi della centrale è off-limits e i lavori di bonifica dell’impianto – che richiederanno decenni – proseguono con difficoltà.

Acqua contaminata

A rallentare i lavori vi è la questione legata all’acqua contaminata.  I tecnici della TEPCO, la società giapponese che gestisce la centrale, hanno constatato (già lo scorso anno) che l’85% dell’acqua risulta, dopo il primo filtraggio, ancora contaminata, e che occorre una seconda bonifica: un lavoro che richiederà altri due anni e toglierà soldi e personale alle operazioni sul materiale radioattivo fuso e sul combustibile esausto. Al momento il maggiore timore è che se dovesse verificarsi un altro terremoto di potenza significativa il liquido contaminato potrebbe fuoriuscire.

Economia in crisi

I pescatori della zona che stanno lentamente riconquistando la fiducia dei consumatori si sono opposti al rilascio in mare dell’acqua filtrata, ma le altre opzioni (l’evaporazione o l’interramento) sono complesse, rischiose e ancora più costose. Lo scorso anno, la quantità di pescato nella zona è stata del 15% appena rispetto ai livelli pre-crisi.

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