Gaza, centinaia di morti nelle ultime 48 ore. NYT: “Israele colpisce anche aeree che definisce sicure”

Hamas e Israele tentano nuovi colloqui per una tregua umanitaria: le distanze non mancano

La situazione a Gaza si aggrava sempre più e fin quando non ci sarà una nuova tregua, per permettere l’ingresso nella Striscia di beni essenziali per alleviare la popolazione, le armi e le bombe non cesseranno di assaltare il territorio. Intanto, sia Israele che Hamas continuano a cercare di trovare un compromesso per un nuovo cessate il fuoco, una tregua che il partito palestinese vorrebbe che sia definitiva, mentre lo Stato ebraico insiste sul fatto di considerarla solo una fine temporanea, in modo da liberare gli ostaggi ancora presenti nella Striscia.

Secondo diversi resoconti dei media israeliani, Hamas potrebbe porre come condizione per la tregua il rilascio di una serie di esponenti del gruppo finiti nelle mani di Tel Aviv da diversi anni a questa parte. Tra essi campeggerebbero i nomi Marwan Barghouti, Ahmed Saadat e Abdullah Barghouti, riporta il media Yedioth Ahronoth. In particolare, Marwan Barghouti, 64 anni, membro del Comitato centrale di Al Fatah, gode di una grande popolarità tra i palestinesi, nonostante la sua prigionia continui dal 2006 e sia stato condannato a cinque ergastoli dai tribunali israeliani. Secondo molti sondaggi, egli è il favorito a prendere il posto di Maḥmūd Abbas, attuale presidente dell’autorità Nazionale Palestinese, ormai prossimo ai 90 anni.

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Se dal punto di vista dei negoziati la situazione non è ancora positiva, nemmeno alle Nazioni Unite i diplomatici possono dire di aver fatto progressi: il Consiglio di Sicurezza ritarda ancora la risoluzione per via della riluttanza degli Stati Uniti che comunque si dicono pronti a sostenere e a non porre il veto alla risoluzione. L’ultimo tentativo degli Emirati Arabi Uniti di risoluzione finito sul tavolo del Consiglio faceva riferimento a un progetto umanitario per Gaza, basato sulla “sospensione urgente del conflitto per consentire una consegna sicura e senza ostacoli di aiuti ai civili colpiti”.

Intanto il New York Times fa sapere che l’esercito israeliano ha bombardato nelle ultime ore anche quei luoghi, soprattutto a sud di Gaza, che aveva definito sicuri per i civili. Sarebbero centinaia le bombe di tipo Mk-84 – altamente distruttive e dal peso di 900 kg – sganciate nelle ultime ore, specifica il giornale che tramite video e ricostruzioni grafiche ha dimostrato che nelle ultime ore sono state colpite quelle località che lo scorso 1 dicembre le IDF consideravano sicuro per i civili. L’inviato di Al Jaazera, Hani Mahmoud, nella serata di giovedì, ha udito esplosioni a ridosso dell’Ospedale del Kuwait della città di Rafah, a seguito delle quali 25 palestinesi sono stati feriti. Secondo i numeri del Ministero della Salute di Gaza, nelle ultime 48 ore sarebbero 390 i morti palestinesi e oltre 734 i feriti a causa delle continue esplosioni.