Mentre continuano i bombardamenti e gli scontri sulla Striscia di Gaza e nel Sud del Libano con l’esercito israeliano che esita a iniziare l’operazione di terra per via delle indecisioni politiche, arrivano le accuse dell’Iran nei confronti dell’occidente attraverso la sua guida suprema, l’ayatollah Khamenei.
Khamenei accusa gli USA di essere i complici del “regime sionista” (Israele) nelle atrocità che quest’ultimo starebbe compiendo all’interno della Striscia di Gaza. Inoltre, secondo l’ayatollah, le visite dei capi di stato europei in Israele, definiti tirannici e maligni, sono soltanto indicative delle paure dell’occidente rispetto a una possibile caduta di Israele.
Per quanto riguarda Hamas, ovviamente il capo di stato iraniano tende a giustificare le atrocità commesse dal gruppo terroristico il 7 ottobre in Israele. Per Khamenei, nonostante Hamas venga considerata un gruppo terrostico dall’occidente, quest’ultimo combatte per difendere il proprio territorio e quindi non è considerabile come tale ma piuttosto un movimento.
Continuano i problemi all’interno dei territori palestinesi
Secondo l’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite istituita per i rifugiati palestinesi, afferma che i suoi rifugi sono così sopraffatti che ospitano quattro volte la loro capacità. L’agenzia afferma che quasi 600.000 persone si sono rifugiate in 150 strutture. Questi includono scuole e siti sanitari.
Inoltre l’ONU avverte che il suo carburante nella Striscia di Gaza potrebbe esaurirsi stanotte. Un avvertimento confermato anche dai corrispondenti BBC sul posto che riferiscono come gli ospedali stiano già razionando le cure, occupandosi principalmente dei casi critici.
Una situazione insostenibile dal punto di vista umanitario.









