Gaza, scoperta fossa comune a Khan Yunis: 180 i corpi sepolti

Scoperta fossa comune con 180 corpi sepolti nelle vicinanze dell'Ospedale Nasser

Due settimane dopo il loro ritorno a Khan Yunis, i palestinesi dapprima residenti in quella che era la città più grande del sud della Striscia di Gaza ora non fanno altro che fare i conti con macerie e desolazione, con quel che rimane delle loro abitazioni trasformate in rovina dalle azioni di carri armati e bulldozer israeliani.

Intanto le squadre mediche e i volontari che operano a supporto dei civili hanno scoperto una fossa comune comprendente circa 180 corpi nei pressi del cortile dell’Ospedale Nasser, teatro di numerosi incursioni delle Idf israeliane prima che queste si ritirassero dalla città assediata. All’inizio le squadre mediche parlavano di 50 corpi recuperati, poco dopo la cifra è aumentata e si teme possa continuare a farlo nelle prossime ore dato che il lavoro è ancora lungi dal definirsi concluso.

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L’inviato di Al Jazeera a Khan Yunis, Hani Mahmoud, ha riferito alla rete televisiva che nel cortile dell’ospedale membri della difesa civile e diversi paramedici hanno scoperto la sepoltura di 180 corpi, comprendenti in larga parte bambini e giovani uomini. L’esercito israeliano ha sempre giustificato questa ”mossa” di assaltare gli ospedali asserendo che sotto di essi sono presenti dei tunnel usati da Hamas oltre a materiale bellico e postazioni militari: l’esercito, tuttavia, non è stato esente da aspre critiche internazionali e l’assalto indiscriminato ai danni di ospedali e strutture mediche rientra tra i crimini più gravi riconosciuti a livello internazionale.

Sabato una dichiarazione dei servizi di emergenza palestinesi ha aggiunto che è molto probabile che di corpi sepolti ce ne siano molti di più, dal momento che le operazioni di recupero sono appena cominciate. Porta a 190 invece il numero dei corpi ritrovati l’agenzia palestinese Wafa, che ha riferito che queste persone facevano parte delle oltre 500 che erano state considerate disperse a seguito dell’offensiva israeliana, conclusasi lo scorso 7 aprile. A tal proposito, l’esercito israeliano non ha commentato quanto detto dalle squadre di soccorso.