Genocidio Armeno, arriva il riconoscimento da parte della Germania

Germania-Armeni

La Camera Bassa del Bunderstag, il parlamento tedesco, ha riconosciuto oggi con una risoluzione il Genocidio Armeno, usando proprio questo termine per il massacro di circa 1, 5 milioni di armeni avvenuto sotto l’Impero turco-ottomano in particolare tra il 1915 e il 1916. Il massacro che i discendenti delle vittime chiamano Medz Yeghern (“Grande Crimine”, “Grande Male”).

Tale decisione ha provocato l’ira funesta della Turchia, il cui presidente Recep Tayyip Erdogan ha minacciato una seria compromissione dei rapporti economici e militari tra il suo Paese – nel quale riconoscere il Genocidio Armeno è reato – e la Germania. Lo aveva già fatto nei giorni scorsi insieme al nuovo primo ministro Binali Yildirim, successore di Ahmet Davutoğlu, recentemente costretto a dimettersi per dissapori con Erdogan.

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Ankara ha definito “errore storico” il riconoscimento del genocidio, che sarebbe stato “nullo e mai avvenuto” e il governo turco ha richiamato il proprio ambasciatore da Berlino.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha provato a gettare acqua sul fuoco, sottolineando il grande legame esistente tra Germania e Turchia – tra l’altro la comunità islamica più numerosa in territorio tedesco è proprio quella turca –, ma il vicepremier del Paese della Mezzaluna, Numan Kurtulmus, ha ripreso il tema dell’amicizia con la Germania definendo “indegna” l’approvazione della risoluzione e il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha evocato su Twitter la necessità della Germania di chiudere con il suo passato nazista – peraltro Hitler trasse ispirazione dal Genocidio Armeno per la Shoà –.

L’ ok alla risoluzione avviene in un momento delicato per il controverso accordo sottoscritto da Bruxelles con la Turchia il 18 marzo scorso per risolvere la crisi dei migranti: un accordo secondo il quale Ankara offre il suo aiuto all’Europa e in cambio quest’ultima garantisce la libera circolazione dei cittadini turchi al suo interno – non è neppure tramontata la possibilità che la Turchia entri a far parte dell’Ue –.

L’iniziativa della Germania di riconoscere il Genocidio Armeno – come hanno già fatto venti Stati europei come Francia e Russia – era già stata presa lo scorso anno, ma il voto fu congelato proprio per non mettere a repentaglio i rapporti strategici con il Paese di Erdogan. Il 23 aprile scorso Angela Merkel si era recata in visita al campo profughi turco di Nizip 2, alle porte della località di Gaziantep, nell’Anatolia sud-orientale, al confine con la Siria, dove sono alloggiati circa cinquemila profughi siriani. Lo scopo dichiarato del viaggio della cancelliera era rilanciare appunto l’accordo dell’Unione con la Turchia e far sì che quest’ultima rispettasse gli impegni presi. Per compiacere la Turchia, la Germania ha persino dato il consenso che un suo cittadino, il comico Jan Boehmermann, venga processato per aver recitato una poesia satirica contro Erdogan. Nella foto, bandiere armene davanti al Bundestag.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).