Giotto, polittico Stefaneschi dal Vaticano al Palazzo Reale di Milano per una mostra

Giotto

La mostra si terrà dal 2 settembre al 16 gennaio, a conclusione dell’Expo 2015. Saranno visibili 13 capolavori di Giotto (1267-1337), realizzati dall’artista nei suoi soggiorni nella Penisola, chiamato da religiosi, banchieri ed anche dal re di Napoli. L’evento è promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Comune di Milano – Cultura e ideato da Éupolis Lombardia. E’ curato da Pietro Petraroia e Serena Romano e prodotto ed organizzato da Palazzo Reale e dalla casa editrice Electa.

Proprio a Palazzo Reale, all’epoca dei Visconti, Giotto realizzò la sua ultima opera, che purtroppo è andata perduta: gli affreschi del Palazzo di Azzone Visconti.

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La mostra ha alle spalle un prestigioso comitato scientifico, costituito da studiosi che hanno contribuito e contribuiscono alla conservazione, alla tutela, alla conoscenza e all’approfondimento scientifico e tecnico a livello internazionale delle opere del maestro.

Al progetto collaborano le Soprintendenze, i Musei e le istituzioni religiose che conservano questi capolavori: i Musei Vaticani, le Gallerie dell’Accademia e le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, la Pinacoteca Nazionale di Bologna e il Polo Museale dell’Emilia Romagna, il San Diego Museum of Art – California, il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, i Musei Civici agli Eremitani di Padova, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, la Pieve di San Lorenzo, Borgo San Lorenzo (Firenze), il Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte, Firenze, l’Opera di Santa Maria del Fiore e l’Opera di Santa Croce a Firenze, e l ‘Arcidiocesi di Firenze.

I visitatori cominceranno ad ammirare importanti opere giovanili di Giotto: il frammento della Maestà della Vergine da Borgo San Lorenzo e l’altra Maestà della Vergine, da San Giorgio alla Costa, dipinti quando l’artista viveva tra Firenze e Assisi, il nucleo dalla Badia fiorentina, con il polittico dell’Altare Maggiore, e la tavola del Padre Eterno proveniente dalla Cappella degli Scrovegni a Padova. Poi saranno esposti il polittico bifronte dipinto per cattedrale di Santa Reparata a Firenze e soprattutto il polittico Stefaneschi, opera finora poco studiata, realizzata per l’altare maggiore della Basilica di San Pietro. In occasione della mostra Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ha chiesto e ottenuto un finanziamento perchè il polittico possa essere sottoposto ad una maggior indagine. Infine vi saranno le opere della maturità del maestro: il polittico di Bologna, dipinto a seguito della permanenza dell’artista alla corte papale alla sede di Avignone e il polittico Baroncelli, chiamato come la cappella di Santa Croce a Firenze, che sarà visibile insieme alla sua cuspide, raffigurante il Padre Eterno, ospitata dal museo di San Diego in California. Inoltre si potranno vedere da vicino i dipinti realizzati da Giotto per la Cappella Peruzzi di Santa Croce a Firenze. Una mostra estremamente interessante, no?

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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