Giovanni Lo Porto, cooperante rapito in Pakistan ucciso per errore da un drone della Cia

Cooperante

Giovanni Lo Porto, 39 anni, palermitano, era stato rapito il 19 gennaio 2012 nella provincia pakistana di Khyber Pakhtunkhwa, nel sud del Punjab, dove lavorava per la ong Welt Hunger Hilfe (Aiuto alla fame nel mondo) e si occupava della costruzione di alloggi di emergenza. Nello stesso raid, il cui bersaglio era Al Qaeda, è stato ucciso anche un ostaggio americano, Warren Weinstein, sequestrato nel 2011. Americano era anche Ahmed Farouq, che però era uno dei capi di Al Qaeda in Pakistan. La Cia non era a conoscenza del fatto che in quel luogo ci fossero gli ostaggi, incluso il suo cittadino Usa Weinstein.

Il presidente statunitense Barack Obama ha ammesso l’errore e se n’è assunto la responsabilità, mentre il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha dichiarato che la colpa è integralmente dei terroristi che hanno rapito Giovanni Lo Porto e ha confermato l’impegno dell’Italia agli alleati americani.

La famiglia del cooperante ha appreso la notizia della sua morte dalla Farnesina e ha ricevuto la telefonata del presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale, esprimendo il proprio cordoglio, ha detto che Giovanni aveva la sua stessa età.

 

 

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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