Gran Bretagna: upskirting, un vero e proprio abuso

Un deputato conservatore intralcia l'approvazione della proposta di legge.

Si chiama «upskirting» è una molestia sessuale che consiste nello scattare  foto dal basso in modo da riprendere quello che il vestito nasconde. Tra le tante è capitato anche ad Emma Watson, nel 2008, precisamente il giorno del suo diciottesimo compleanno:

«Mi ricordo che quando sono uscita dalla festa i fotografi si sdraiarono per terra e scattarono delle fotografie sotto la gonna che furono pubblicate sui giornali il giorno dopo. Se l’avessero fatto 24 ore prima sarebbe stato illegale ma siccome ero maggiorenne nessuna legge poteva fermarli».

In Scozia l’upskirting è considerato un’offesa sessuale. In Giappone il fenomeno è talmente diffuso che è impossibile disabilitare il suono della fotocamera dei cellulari al momento dello scatto.

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Nel Regno Unito a lanciare la campagna per estendere a livello nazionale la legislazione nei confronti di questa tipologia di molestia è stata negli ultimi mesi l’attivista Gina Martin, 25 anni, oggetto di molestia durante un festival musicale londinese, in Hyde Park, l’estate scorsa.

«Ero in mezzo alla folla in fila ad Hyde Park per il British Summer Time music festival. Ridevo con mia sorella. Due uomini erano vicino a noi e, dopo averci offerto delle patatine, diventarono molto sfrontati. Uno di loro si è avvicinato a me e deve essere successo allora che ha messo il telefono tra le mie gambe e ha scattato delle foto. Io non mi sono accorta di nulla finché con la coda dell’occhio non ho visto l’uomo che guardava delle foto sul telefonino e rideva. Ho riconosciuto le mie mutande!».

Gina ha lanciato una petizione online, firmata da oltre 50mila persone che è stata poi tradotta in progetto di legge dalla deputata Libdem Wera Hobhouse, trovando il consenso dei movimenti femministi.

La nuova legge, sposata giusto oggi dal governo di Theresa May, potrà comportare fino a due anni di reclusione per i molestatori. Esattamente secondo quanto accade già in Scozia, dove questo comportamento, mediante una normativa locale, è da tempo configurato come illegale. I casi nel Regno Unito sono tantissimi. E’ successo a Debbie, un’insegnante di scuola secondaria, che ha subito questa violenza dai suoi studenti:

«Lavoravano in squadra, uno chiamava la professoressa e mentre lei era distratta un altro posizionava il telefonino per terra sotto la gonna, poi mettevano tutto su Internet».

Una ragazza di 17 anni è stata filmata da uno sconosciuto mentre era alla fermata dell’autobus. Altre due donne sono state immortalate in un centro commerciale. Secondo le indagini della polizia i molestatori caricano le foto su appositi siti a pagamento. Alcuni di loro sono ormai dei professionisti:hanno degli apparecchi fotografici nascosti nella punta delle scarpe.

“L’upskirting è un’odiosa invasione nell’intimità che provoca un senso di umiliazione e disagio nelle vittime”, ha dichiarato Lucy Frazer, sottosegretaria alla Giustizia, nell’annunciare il sostegno dell’esecutivo prima di un dibattito ad hoc alla Camera dei Comuni. Il dibattito si sarebbe dovuto chiudere in giornata non fosse stato per l’obiezione sollevata da un solo deputato, il conservatore sir Christopher Chope.  All’inatteso “object!” di Chope, si sono contrapposte grida di “shame!”di diverse deputate dei banchi dell’opposizione, oltre che del suo stesso partito e perfino del governo.

“Sono ovviamente molto delusa che sir Christopher abbia deciso di obiettare su una legge d’importanza vitale per le donne d’Inghilterra e Galles” ha commentato Gina Martin.

L’upskirting, vero e proprio abuso sessuale, in Gran Bretagna sembra configurarsi come una piaga: fra i non pochi casi di cronaca recenti spicca quello di un imprenditore, Andrew Macrae, nel cui computer la polizia ha scovato un archivio di 50.000 immagini rubate. Per ora l’ostruzionismo di un singolo deputato è stato sufficiente ad intralciare l’approvazione di una norma sostenuta all’unanimità, anche da forze politiche conservatrici.