Grecia, Tsipras propone un referendum sulle decisioni europee

11189668303_03e14d5287_zDramma per la Grecia: tra due giorni, il Paese potrebbe essere in default e uscire dall’Euro.

Il premier Alexis Tsipras ha lanciato una proposta di referendum in grado di respingere le ultime richieste dei creditori europei. Questa notte, la proposta è stata accettata dal Parlamento greco e il referendum si terrà domenica prossima: si tratterà di ottenere un avallo popolare alle ultime richieste dei creditori, ovvero Unione Europea, Banca Centrale e Fondo Monetario Internazionale. La notizia del voto è giunta in una giornata in cui si era incagliata la trattativa a Bruxelles sulle nuove condizioni che i creditori europei vorrebbero imporre al Paese in cambio di un nuovo piano di aiuti.

Tsipras ha sottolineato che i greci dovranno votare “no” al referendum per respingere l’ennesimo insulto verso il popolo ellenico. Ha detto Tsipras: “Il momento della verità per loro è venuto, il momento di quando vedranno che la Grecia non si arrenderà, che la Grecia non è un gioco cui si può mettere fine. Sono certo che il popolo greco sarà all’altezza delle storiche circostanze ed emetterà un forte no all’ultimatum». «Non abbiamo voluto accettare la morte lenta dell’economia greca – aveva detto il capo del governo di Atene nel suo intervento -. In ogni caso la nostra volontà per individuare una soluzione percorribile sarà sempre sul tavolo. La Grecia non è semplicemente un turista nella Ue, è un membro con la stessa dignità e gli stessi diritti degli altri”.

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Stando ai sondaggi, però, la maggioranza dei greci vorrebbe continuare ad avere restrizioni in cambio di aiuti economici. I sì sono accreditati al 57%, mentre i no al 29 e gli indecisi al 14, secondo un sondaggio, mentre un altro dà i sì al 47, i no al 33 e il 20 agli indecisi.

I fronti sono trasversali: per il “no” sono schierati il partito di governo, Syriza, di sinistra radicale, e l’estrema destra neonazista di Alba Dorata, mentre per il “sì” si sono espressi il centrodestra di Nuova Democrazia, il Partito Socialista e il Partito Comunista Greco.

Stefano Malvicini

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