I residenti di Gaza dimostrano una profonda radicazione nel loro territorio e non prevedono di abbandonarlo mai. Come ha dichiarato il capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, il loro unico percorso è il diritto al ritorno alle proprie terre in tutta la Palestina.
Inoltre, Haniyeh ha rassicurato che non ci saranno flussi migratori dalla Striscia di Gaza verso l’Egitto e ha espresso gratitudine al Cairo per aver impedito tali movimenti. La decisione unanime è quella di rimanere fermamente radicati a Gaza, preservando il legame storico e territoriale con la Palestina.
Le accuse israeliane
Durante una conferenza con il portavoce militare israeliano Richard Hecht, è stato sottolineato che Hamas sta impedendo il movimento delle persone provenienti dal nord di Gaza che cercano di spostarsi verso sud. Tale restrizione è stata messa in atto per ragioni di sicurezza, specialmente in previsione delle imminenti operazioni sul campo, e le persone interessate devono attraversare la regione a sud del Wadi Gaza, situato nel centro della Striscia.
Rispondendo a una domanda riguardante un possibile limite di tempo per questo spostamento, il portavoce ha dichiarato che sono consapevoli della complessità della situazione e dell’inevitabile necessità di tempo. Tuttavia, è stato sottolineato che Israele è determinato a contrastare le azioni di Hamas. Inoltre, sono state indicate due rotte sicure che saranno monitorate dalle 10:00 alle 16:00, ora locale, al fine di agevolare il movimento delle persone interessate.
Intanto circa un’ora fa nel sud del Libano, due civili di nazionalità libanese hanno perso la vita a causa di colpi di artiglieria provenienti da Israele. La notizia è stata riportata dall’agenzia governativa libanese Nna. Secondo quanto riferito, un anziano e sua moglie hanno perso la vita a seguito delle ferite subite durante l’attacco con colpi di artiglieria israeliana che ha colpito le colline di Kfar Shuba, una zona controversa situata al confine tra il Libano e Israele.











