Il 2 ottobre si festeggiano gli angeli custodi, cosa sappiamo veramente?

Il 2 ottobre ricorre la festa degli angeli custodi, cosa c'è da sapere

Cosa sappiamo veramente sulla festa di oggi? La memoria dei santi angeli custodi viene celebrata dal  lontano 1670. Il 2 ottobre è la data fissata da papa Clemente X. La Chiesa Ortodossa li celebra l’ 11 gennaio.

Cosa dice la Bibbia sugli Angeli?

Il nome Angelo deriva dal latino Angelus e a sua volta deriva dal greco ἄγγελος (pronuncia: ánghelos) il cui significato è messaggero. La Bibbia riporta specifici avvenimenti del Vecchio e del Nuovo Testamento riguardo la presenza degli angeli: in particolare la lotta con l’angelo di Giacobbe (Genesi 32); la scala percorsa dagli angeli sognata da Giacobbe (Genesi ; I tre angeli ospiti di Abramo (Genesi 18); l’intervento dell’angelo che ferma Abramo mentre sta per sacrificare il figlio; l’angelo che porta il cibo al profeta Elia nel deserto;l’annuncio ai pastori della nascita di Cristo; l’angelo che appare in sogno a Giuseppe dicendo di fuggire con Maria e il bambino; gli angeli che adorano e servono Gesù dopo le tentazioni nel deserto; e tanti altri episodi.

Qual’è il fondamento evangelico dell’angelo custode?

L’angelo custode indica l’esistenza di un angelo per ogni uomo che lo guida e lo protegge dalla nascita fino alla morte. Gli angeli in quanto esseri spirituali possiedono intelligenza e volontà come pure l’energia, la libertà superiore. La sacra scrittura ci suggerisce più volte che gli angeli custodi godono della visione di Dio, perchè la felicità alla quale furono destinati gli spiriti celesti supera le intelligenze della natura.

Cos’è l’esercito celeste e come è composto?

La figura dell’ Angelo in genere appare fin dai primi tempi del cristianesimo, collocandosi in prosecuzione della tradizione ebraica e come trasformazione dei tipi precristiani delle Vittorie e dei Geni alati, che avevano anche la funzione mediatrice, tra le supreme divinità e il mondo terrestre.  L’esercito celeste è distribuito in tre gerarchie, ognuna delle quali si divide in tre cori. La prima gerarchia comprende i serafini, i cherubini e i troni; la seconda le dominazioni, le virtù, le potestà; la terza i principati, gli arcangeli e gli angeli.

I cori si distinguono fra loro per compiti, colori, ali e altri segni identificativi, i più vicini a Dio sono i serafini, di colore rosso, segno di amore ardente, con tre paia di ali. Poi vengono i cherubini con sei ali cosparse di occhi come quelle del pavone; le potestà hanno due ali dai colori dell’ arcobaleno; i principati sono angeli armati rivolti verso Dio e così via. Più distinti per la loro specifica citazione nella Bibbia, sono gli Arcangeli, i celesti messaggeri, presenti nei momenti più importanti della Storia della Salvezza.

Gli Arcangeli

San Michele arcangelo è a capo dell’ esercito del cielo contro gli angeli ribelli, apparve anche a papa s. Gregorio Magno sul Castel S. Angelo a Roma, lasciò il segno della sua presenza nel Santuario di Monte S. Angelo nel Gargano;

San Gabriele arcangelo il messaggero di Dio, apparve al profeta Daniele; a Zaccaria annunciante la nascita di s. Giovanni Battista, ma soprattutto portò l’ annuncio della nascita di Cristo alla Vergine Maria;

Mentre San Raffaele arcangelo è citato nel Libro di Tobia, fu guida e salvatore dai pericoli del giovane Tobia, poi non citato nella Bibbia,  infine c’ è Uriele, nominato due volte nel quarto libro apocrifo di Ezra, il suo nome ricorre con frequenza nelle liturgie orientali, s. Ambrogio lo poneva fra gli arcangeli, accompagnò il piccolo s. Giovanni Battista nel deserto.

 

 

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