Il 24 che cambia la vita al senzatetto László Andraschek

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Cosa comprare con quei pochi spiccioli racimolati chiedendo l’elemosina? Sigarette o whisky?

Di alcol non se ne parla nemmeno, sono cinque anni che László Andraschek, 55 anni, frequenta gli alcolisti anonimi per curarsi ed è proprio ad una loro riunione che doveva recarsi in quel giorno di settembre.

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Decide di fermarsi alla stazione ferroviaria di Budapest ed acquistare un biglietto della lotteria.

László Andraschek, viveva in un rifugio per senzatetto nella città di Györ, in Ungheria, tenta la fortuna, senza crederci e in modo svogliato.

La fortuna, però si sa, bacia gli audaci e László Andraschek vince 630 milioni di fiorini ungheresi, al cambio circa due milioni di euro, la vincita più alta del paese.

Racconta ai giornali locali “La commessa mi aveva detto che dovevo giocare sei numeri, ne mancava uno: le ho detto di aggiungere il 24”.

Che László fosse diventato milionario lo si è saputo solo qualche giorno fa, quando ad un rifugio di senzatetto è arrivata una donazione molto generosa.

Continua dicendo “Cosa ho fatto con i soldi? Come prima cosa ho pagato i debiti, poi sono andato in bicicletta a un concessionario di auto per comprare una macchina. Sono diventato ricco, ma non sono diventato una persona diversa. Ho potuto comprare una TV con grande schermo perché me lo posso permettere, ma non voglio comprarne tre perché me lo posso permettere”.

Con la vincita l’uomo ha comprato casa ai figli, un’auto che possa servire alla famiglia, ha inviato un po’ di soldi ai suoi 5 fratelli e vorrebbe andare a trovare una sorella che vive in Canada, inoltre, ha il desiderio di visitare l’Italia con la moglie, anche perché non ha mai preso l’aereo!

Ma László non dimentica chi era e il suo progetto più importante è aprire una fondazione per il recupero dei tossicodipendenti e per le donne vittime di violenza.

László è diventato ricco, ma non è diventato una persona diversa!

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.