Il fotografo Vito De Gregorio alla convention annuale del FIOF di Orvieto

"La bellezza salverà il mondo", Vito De Gregorio al FIOF di Orvieto

Il fotografo grottagliese, Vito De Gregorio, selezionato per esporre durante la convention annuale del FIOF che si terrà a Orvieto

Claim di Orvieto Fotografia 2018 è “La bellezza salverà il mondo”, come citava il Principe Myskin nel famoso romanzo L’idiota di Fedor Dostoevskij

Il FIOF, Fondo Internazionale per la Fotografia, come ogni anno, organizza una convention che verte in merito all’importanza di una particolare forma artistica, ovvero: la fotografia.

Il FIOF, un’associazione di categoria costituitasi nel 2004 mediante il supporto di AIF (Associazione Italiana Foto e Digital Imaging, CNA, Confcommercio, Confartigianato Fotografi, Ascofoto, Foto Notiziario e Comune di Orvieto) con l’ammirevole obiettivo di sostenere il fotografo professionista nella sua attività.

Il suddetto, difatti, in poco tempo è diventato una realtà articolata, con una stabile e incisiva presenza a livello nazionale e internazionale.

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Inoltre, codesta associazione di categoria si distingue, altresì, per una nutrita e costante attività formativa e informativa, per la portata di eventi unici e innovativi e, al contempo, per il rilascio di qualifiche che conferiscono, a chi le riceve, un’indiscussa credibilità professionale.

Grazie alla sua struttura, offre ai propri associati l’opportunità di far parte di una vera comunità nell’ambito della fotografia professionale, dove ogni collega, da concorrente può diventare amico, un alleato nella creazione di un mercato di qualità, uno stimolo al confronto proficuo.

Dunque, poter farne parte è, sicuramente, sinonimo di orgoglio che, consecutivamente, si traduce in una vera e propria concreta valorizzazione del fotografo stesso.

L’arte come espressione della magnificenza di ciò che ci circonda, illustrata in maniera magistrale attraverso una serie di diapositive che immortalano un concetto astratto, quello che all’occhio umano sfugge, ma che l’artista (e in questo caso il fotografo), rende visibile, chiaro e comprensibile.

Un riconoscimento, un merito, una sorta di ricompensa acquisita in virtù delle proprie capacità, dell’impegno profuso e del tempo dedicato al fine di giungere alla creazione delle “opere” che, al contempo, divengono il risultato delle prestazioni, della qualità e del valore dell’artista, come, nello specifico, spetterà a fotografo grottagliese: Vito De Gregorio.

La Mission del FIOF che si terrà ad Orvieto dal 9 al 11 marzo: uscire fuori dal declino visivo e sociale – l’interpretazione e la descrizione

Il bello è nelle immagini, nell’arte, nel buono, ma è soprattutto un’emozione!!!

Ogni volta che parliamo di bellezza – spiega Davide Rampello – le diamo un’interpretazione diversa.

Io la definisco come la sintesi di un processo vitale che rivela la forza e la creatività della vita e degli uomini. Ovviamente esiste anche la bellezza naturale, ma è sempre legata alla forza, al mistero, alla sacralità. Senza questi concetti svuotiamo la bellezza della sua essenza. Nella storia dell’uomo, una delle prime volte in cui si parla di bellezza è in un verso di Saffo indirizzato alla luna.

Poi, nell’antichità classica, la bellezza diventa inscindibile dal concetto di bontà, che secondo i filosofi era la più alta forma di intelligenza. Oggi, invece, si fa un uso a volte superficiale e improprio della bellezza, che ha poco a che fare con l’estetica e l’estasi e molto con la banalità. Uscire dagli stereotipi e riscoprire il binomio bellezza-bontà è dunque un obiettivo dell’uomo moderno: “Bello e buono possono e devono essere ancora sinonimi. La bontà è già bellezza di per sé, perché implica una considerazione profondissima dell’altro, un gesto sacro. Sarebbe straordinariamente innovativo ricongiungerle, darebbe alla bellezza un significato molto più profondo. Le trasformazioni valoriali avvengono proprio a partire dall’evoluzione dei concetti e delle parole“.