Il nuovo virus spiegato dal Virologo Pregliasco

Il Virologo Pregliasco in un'analisi dettagliata sui virus

Pregliasco
PhotoCredit: Pixabay

L’emergenza COVID-19 ha portato con sé una serie di preoccupazioni generando delle vere e proprie ansie. Seppur tale disorientamento del cittadino non abbia le sembianze di uno status quo, si è addensato un fenomeno che ha interessato gran parte della popolazione mondiale a tal punto da incrementare le ricerche online sui vari portali. Dalle origini del COVID-19 sino al vaccino come speranza di risoluzione. Ma la morsa del ragno sembra tenere la presa a tal punto da spuntare un ulteriore e nuovo virus che non lascia spazio a quel sospiro di sollievo post Covid. Per un quadro chiaro ci si avvale della collaborazione del Virologo Pregliasco che con la sua professionalità risponderà ai nostri dubbi.

Intervista Virologo Pregliasco

Dottore cosa ci può dire in merito a questo nuovo virus di cui si vocifera tanto?
“In altre condizioni avrebbe avuto minore rilevanza. Lo vedo in un senso positivo perché sull’influenza siamo piuttosto pronti. C’è a livello mondiale sia da un punto di vista epidemiologico sia biologico per quanto concerne l’aspetto veterinario e umano un sistema di sorveglianza coordinata dall’ OMS. Noi siamo informati che ci sono diversi virus di origine animale che altresì possono diffondersi nel mondo ed è come un segnale che nel passato non vedevamo neanche. È una conferma che la vicinanza uomo animale, i contesti non a caso del sud est asiatico dove la vita fra uomo animale è più stringente statisticamente e quantitativamente favorisce questi possibili debordi verso la trasmissione umana quindi ribadisce qualcosa che già c’era e non fa pensare a qualcosa di nuovo. Si pensi al virus H5N1 la cosiddetta AVIARIA del 2005 che seppur ci ha fatto soffrire e mettere in evidenza dei casi umani, il virus in sè non ha mai fatto quella variazione che temevamo. Anche se sembrava avere tutto lo status di una pandemia già in corso, venne a suo tempo ritenuto una bufala per mettere in campo antivirali”.

Breve spiegazione del Virologo Pregliasco sui virus con un quadro generico

“La classificazione dei virus influenzali avviene come A-B-C. I virus A sono quelli che hanno maggiori variabilità. I virus si classificano secondo le caratteristiche di parentela, emoagglutinina e neuroaminidasi. Negli uomini c’è solo H1 N1 e H3 N2 invece negli animali, nello specifico suini e cavalli, si arriva H13 N7 con variazioni”

Recentemente si associa la contaminazione dei virus al concetto di spillover. Può spiegare tale concetto ai lettori?

“Oggi si parla di approccio one health, un approccio di salute pubblica che deve considerare un’attenzione all’attività nonché alla sorveglianza umana dei virus umani e dei virus animali con un coinvolgimento dei veterinari. Un lavoro di attenzione che c’è già ma che va riorganizzato in un’ottica più generalizzata. Il virus ci prova ad inserirsi nel corpo umano e se trova la variante giusta riesce. Ecco perché tanta attenzione”.

Interferenza tra vaccino anti-Covid e vaccino antinfluenzale

Premetto che ogni anno si producono dei vaccini antinfluenzali con una metodologia consolidata sulla base di prove e registrazioni complementari. Non ci sarà un’interferenza poiché il vaccino influenzale ha una debolezza intrinseca. Quest’anno come ogni anno ne circolano tanti di virus quindi il problema del vaccino nella percezione generale del cittadino è fine a se stessa nell’ambito dell’influenza. Il vaccino antinfluenzale protegge solo dalle forme del sottotipo di virus che è stato usato per produrre il vaccino. Bisognerebbe valutare se ci possano essere delle interferenze nell’esecuzione simultanea dei due vaccini ponendo più attenzione nella modalità di somministrazione.

Si ringrazia il Virologo Pregliasco per l’attenta delucidazione sull’azione del virus.