Ilva, il dossier

Dossier Ilva, dati e informazioni MAI pubblicati

Un dossier dettagliato sull’Ilva da leggere punto per punto

Giugno 2016 – Wind Days, la risposta dell’Asl, il punto di vista di Marescotti e il commento del primo cittadino di Taranto, Stefàno

Lo studio sull’impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico, con riferimento ai Wind Days, prende in considerazione gli effetti a breve termine dell’inquinamento proveniente dall’area industriale, distinti dagli effetti a lungo termine fotografati nel Registro Tumori. Nella relazione si legge che “Dalle analisi è emersa un’associazione positiva e statisticamente significativa per la mortalità per cause cardiovascolari, cardiache e respiratorie nel quartiere Tamburi di Taranto a distanza di 2-3 giorni dal giorno in cui si è verificato l’evento Wind days“. Marescotti ricorda che “a novembre 2015 PeaceLink aveva chiesto al sindaco di Taranto di avvisare i cittadini dei Wind days e che venissero informati dei rischi immediati sulla salute.

La Asl, su incarico del sindaco, rispose che era consigliabile chiudere le finestre durante gli orari di picco (prima delle ore 12 e dopo le ore 18) delle polveri sottili. E durante i giorni estivi – conclude l’ambientalista – che cosa verrà consigliato in caso di Wind Days? Di tenere chiuse le finestre? Chiediamo pertanto urgenti azioni di informazione e di protezione della popolazione che, dal nostro punto di vista, non possono che passare dalla eliminazione del pericolo alla sorgente“.

I cittadini di Taranto non sono informati sulla situazione sanitaria e ambientale della città e questo «genera uno stato d’ansia insopportabile, lo dico da medico“.

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Così (l’ex) sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, durante l’audizione davanti alle commissioni ambiente e attività produttive della Camera riunite per esaminare il decimo decreto sull’Ilva in conversione di legge – ha, poi, proseguito proferendo – Chiedo che ci siano delle autorità nazionali che dicano effettivamente le cose come stanno.

Chiedo che ci sia una verità scientifica. Le Famiglie vivono con terrore del tumore. Vogliamo sapere quali sono i veri livelli di emissione che tutelano la salute.

Noi rispettiamo quelli imposti dalla legge italiana, ma gli standard europei e quelli dell’organismo mondiale della sanità sono più stringenti“.

Settembre 2016 – Presentati a Roma studi epidemiologi aggiornati su Taranto – l’inquinamento uccide ancora

L’ultimo studio del dott. Francesco Forastiere (già perito del GIP Patrizia Todisco) e di un vasto gruppo di ricerca ha aggiornato i dati e documenta la persistenza di un pericolo per la salute: “Lo studio supporta l’esistenza di un effetto causale di PM10 industriale sulla mortalità nell’area di studio”.

Lo studio è stato presentato a Roma nell’ambito del congresso internazionale dell’ISEE (“Old and new risks: challenges for environmental epidemiology”) e ha come titolo “Estimation of causal effects: industrial pollution and mortality in the Taranto area, Southern Italy”.

Presentati altri studi su Taranto: uno sulla presenza in eccesso di metalli pesanti nel cuoio capelluto e un altro sull’eccesso di malattie renali.

Quest’ultimo studio documenta che a Taranto vi è eccesso di malattie renali: +17% fra gli uomini, +8% fra le donne:

Introduzione: l’esposizione ambientale ai metalli pesanti, in particolare al cadmio, arsenico e piombo, è stata associata a malattie renali. Lo scopo di questo studio è di investigare la comparsa della malattia renale nel sito contaminato italiano (CS) di Taranto, caratterizzato da un’area industriale con la presenza di varie piante anche una acciaieria importante. Metodi: Questo è uno studio esplorativo ecologica. I casi sono stati tutti i soggetti che risiedono nel CS con una prima diagnosi di dimissione ospedaliera (primaria o secondaria) delle malattie renali (codici ICD-9-CM 580-586) negli anni 2006-2010. Sono stati esclusi i casi di malattia renale associata ad altri disturbi. I tassi di dimissione ospedaliera per le malattie renali sono stati confrontati con quelli della popolazione regionale utilizzando il rapporto standardizzato di ospedalizzazione (SHR). Tutte le residenze dei soggetti al momento della diagnosi sono stati poi sottoposti a georeferenziazione, e SHRS sono state calcolate separatamente per le zone ad alta e bassa esposizione come da dati di monitoraggio ambientale disponibili. Inoltre, lo studio ha preso in considerazione i livelli di esposizione storici e di modellazione per gli attuali livelli di particelle sottili (PM2,5) e il cadmio.

Risultati: SHRS per malattie renali del CS, rispetto alla popolazione regionale, hanno mostrato un eccesso significativo del 17% nei maschi e dell’8% nelle femmine. L’eccesso è principalmente spiegato dai maschi (età 60+). Quando concentrandosi sullo studio microgeographic all’interno del CS, il SHRS ha mostrato un eccesso significativo di 28% nei maschi (età 20-59) e un eccesso non significativo del 25% nelle donne (età 20-59) che risiedono al momento della diagnosi di le aree a maggiore esposizione. Nessuna correlazione è stata trovata tra residenza e la corrente distribuzione spaziale di PM2.5 e cadmio.

Conclusione: L’eccesso di ospedalizzazione per malattia renale osservato nel CS di Taranto non colpisce i bambini e gli adolescenti, ma piuttosto per lo più maschi adulti. Questo probabilmente suggerisce una componente occupazionale, e si correla con i modelli storici di inquinamento atmosferico“.

Taranto, l’inquinamento industriale persiste e danneggia la salute

Metalli pesanti nel cuoio capelluto dei tarantini, eccesso di malattie renali e PM10 con effetti ancora mortali e inaccettabili.

Tutto questo è descritto e documentato in studi aggiornati che gli esperti di epidemiologia hanno presentato alla comunità scientifica internazionale.

I recentissimi dati presentati a Roma nella 28° Conferenza Annuale dell’International Society for Environmental Epidemiology (“Old and new risks: challenges for environmental epidemiology”) confermano l’allarme che PeaceLink aveva mantenuto alto a Taranto andando controcorrente anche quando la politica di governo parlava di una situazione in via di miglioramento e riportata sotto controllo con i decreti salva-ILVA.

I dati sono stati inviati alla Commissione Europea e sono stati importanti per porre il governo italiano sotto accusa.

Luglio 2017 – Peacelink consegna un dossier agli europarlamentari giunti nella provincia ionica – Position Paper Ilva

Un position paper è un documento che esprime il punto di vista di un’organizzazione su una tematica complessa e oggetto di controversia e che riporta gli aggiornamenti più recenti in merito.

In questo Position Paper ILVA 2017 vengono racchiuse le più recenti evidenze circa la persistenza a Taranto di gravi criticità ambientali e sanitarie. Tali criticità sono così documentate ed eclatanti che non consentono di dichiarare risolta la “questione ILVA”. Esse consigliano viceversa un approccio critico e preoccupato per la salute attuale dei cittadini di Taranto.

Il Position Paper è stato inviato al nuovo sindaco di Taranto, al presidente della Regione, al presidente della Provincia, alla Cabina Regionale per la qualità dell’Aria (di cui PeaceLink fa parte), all’ARPA, alla ASL e al Ministero dell’Ambiente.

In tale documento le criticità evidenziate e persistenti sono molte e vengono elencate una per una.

Parte dalla conferma della maggiore tossicità delle polveri di Taranto per passare ai Wind Days, al rischio di ictus e infarto come rischio immediato delle polveri sottili, alla necessità di un osservatorio della mortalità aggiornato in tempo reale, all’impatto che le sostanze neurotossiche hanno sul quoziente di intelligenza dei bambini del quartiere Tamburi, alle nuove evidenze circa la presenza di naftalina nelle urine delle donne, al rischio che l’inquinamento degli altoforni possa generare nanoparticelle di magnetite che entrano nel cervello (come recenti studi confermano in altri siti inquianti) con il pericolo di processi degenerativi del sistema nervoso.

Il rischio magnetite – non ancora approfondito a Taranto – diventa ancora più preoccupante se si passa a considerare l’unicità della polvere di Taranto che, attaccandosi alla calamita, risulta possedere caratteristiche uniche e altamente tossiche. Il Position Paper si sofferma, poi, sui picchi di diossina riscontrati nei deposimetri del quartiere Tamburi, sulla mancata bonifica dei pascoli e sulla mancata messa in sicurezza d’emergenza della falda superficiale e profonda sotto i parchi minerali dell’ILVA.

Nel Position Paper un posto particolare è riservata alla salute dei lavoratori ILVA, per i quali non vi è mai stata alcuna indagine complessiva basata sul registro dei lavoratori esposti alle sostanze cancerogene, registro di cui da tempo PeaceLink chiede l’attivazione in funzione di sorveglianza sanitaria, specie per gli operai della cokeria.

Il Position Paper illustra l’aberrazione giuridica dell’immunità penale riservata a chi acquista l’ILVA, decretata dall’ultima legge salva-Ilva. Vi è, poi, un elenco dettagliato delle norme europee non applicate a Taranto, contenute nelle direttive di cui si invoca l’effettiva applicazione e in virtù delle quali sono partite due procedure di infrazione per l’ILVA di Taranto.

Inoltre, si rammenta l’importanza dell’illustrazione dello Studio Forastiere 2016, il quale aggiorna la situazione epidemiologica di Taranto e conferma il messo fra inquinamento industriale e compromissione della salute dei tarantini.

Agosto 2017 – I Genitori Tarantini inviano un appello al primo cittadino tarantino, Melucci

Era l’agosto del 2017 e i Genitori Tarantini inviavano un appello al neo-sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, nel quale vie era scritto quanto di seguito riportiamo:

In questi giorni si sono ripetuti a Taranto i Wind Days, giornate di vento dall’area industriale che portano sulla città polveri i cui effetti sulla salute sono stati già studiati.

E’ ormai acquisito dalla letteratura scientifica che, in quelle giornate, si innalza, assieme alla concentrazione del PM10, anche  il rischio di effetti sanitari avversi sulle fasce più fragili della popolazione nelle aree più vicine all’ILVA.

A medesimi incrementi di polveri sottili a Taranto vi è un aumento di mortalità più che doppio rispetto ad altre città italiane (+0,69% di decessi a Taranto per aumenti di 10 mcg/m3, contro +0,31% per analoghi incrementi in altre città). Tutto questo è confermato dallo Studio Sentieri.

A rischio è la salute degli anziani, dei cardiopatici, degli asmatici e degli immunodepressi, secondo quanto riferisce la ASL. A rischio è la salute dei bambini, come documentato dal dott. Francesco Forastiere che ha denunciato nella sua recente ricerca epidemiologica un eccesso di ricoveri ospedalieri dei bambini dei quartieri più vicini all’area industriale. Per non parlare del +54% di tumori dell’infanzia a Taranto rispetto al dato regionale.

Siamo fortemente preoccupati per tutto ciò, perché non vediamo una fine al martirio di una città e dei suoi bambini.

Per questo motivo chiediamo al sindaco di intervenire in quanto è per legge il primo responsabile della salute pubblica.

 

Al Sindaco – asserivano – facciamo le seguenti richieste:

  • Un Osservatorio della mortalità in tempo reale – con risultati da mettere online – che venga aggiornato mensilmente e che fornisca al Sindaco, agli amministratori, ai consiglieri comunali e ai cittadini la situazione mese dopo mese dei decessi. I dati attuali conosciuti ad oggi sono gravi ma sono riferiti a tre anni fa e questo ritardo verrebbe colmato da un osservatorio aggiornato mese dopo mese.
  • Un’informazione chiara ed esplicita alla popolazione durante i Wind Days, specialmente per i bambini che frequentano le scuole del quartiere Tamburi, per i loro genitori e per gli insegnanti. Si possono aprire le finestre la mattina durante i Wind Days? Si può fare attività fisica sportiva all’aperto?
  • Una informazione costante del livello di inquinamento da polveri sottili in modo che le scuole del quartiere Tamburi (c’è la centralina Arpa della scuola Deledda i cui dati non sono online) sappiano in tempo reale se viene superata la soglia di 25 microgrammi a metro cubo di PM10 individuata come soglia a partire dalla quale far scattare le misure di massima precauzione individuate dalla ASL.
  • Una maxiperizia dell’Arpa sui balconi di Taranto, sui lastrici solari, sulle strade, sui marciapiedi, sui giardini e sui luoghi pubblici. Deve essere identificata la sorgente di quelle polveri e chi le ha prodotte deve pulire tutta la città con cadenza e capillarità tale da riparare il danno causato dal protrarsi di attività che arrecano disturbo e sono tali da offendere o imbrattare o molestare le persone.
  • Il sindaco formuli in sede di AIA Ilva delle prescrizioni, in particolare una copertura dei parchi minerali celere; in assenza di una valida copertura dei parchi minerali e delle altre fonti polverulente, l’ILVA deve pagare i costi esterni generati dal mancata adozione di tali precauzioni, dalle spese di pulizia fino alle spese sanitarie eccedenti e conseguenti agli effetti acclarati delle emissioni non convogliate degli impianti non messi fino ad ora a norma.
  • Il sindaco chieda alla ASL di distribuire subito guanti in nitrile contro il rischio domestico e tutti i materiali di protezione individuale per chi fa le pulizie delle case e nei palazzi, assieme ad un’adeguata serie di informazioni per l’igiene delle case (ad esempio l’indicazione nel quartiere Tamburi di non entrare in casa con le scarpe contaminate dalle polveri).
  • Il sindaco chieda alla Regione la creazione di una biobanca che – con il consenso dei soggetti interessati – “congeli” e archivi in una banca dati i materiali biologici dei lavoratori e dei cittadini, per conservare le prove dell’inquinamento ai fini di successive future indagini. In particolare: sangue, urine, placenta, cordone ombelicale, liquido amniotico, tessuti asportati durante operazioni chirurgiche.
  • Il sindaco chieda alla ASL se in questo momento esiste un rischio sanitario associato all’ILVA e alle altre fonti inquinanti e se la ASL è in grado di fare una previsione sul picco dei tumori.
  • Il sindaco chieda alla ASL che vengano resi pubblici in forma anonima i dati dello stato di salute dei lavoratori ILVA: quanti lavoratori hanno un tumore? In quali reparti si verifica con maggiore frequenza? Perché non è stato realizzato un registro dei lavoratori esposti alle sostanze cancerogene, come prevede la legge?
  • Il sindaco costituisca una commissione di informazione per i lavoratori della cokeria dell’ILVA in modo che venga esaminato in forma controllata dalla ASL l’idrossipirene urinario che serve a verificare l’ingresso nel corpo dei lavoratori del pericolosissimo benzo(a)pirene cancerogeno. Se si controllano i lavoratori, si crea una postazione avanzata di sorveglianza sanitaria utile a proteggere tutti, dai lavoratori ai cittadini. Inoltre si continui la ricerca del naftalene nelle urine delle donne di Taranto e si estenda tale ricerca ai lavoratori della cokeria dell’ILVA“.

Le contestazioni dell’associazione Peacelink relative all’attuale AIA Ilva riesaminata

 

Dicembre 2017 – ILVA LA “BOMBA ECOLOGICA” – di Fabio Matacchiera

Fabio Matacchiera, Presidente del Fondo Antidiossina Taranto, da molteplici anni, vicino alle famiglie del capoluogo ionico e sempre presente nelle battaglie instaurate contro l’Ilva, in questo video palesa ciò che viene emesso nell’aria durante le ore notturne e scrive: “Video dedicato ai ministri Gian Luca Galletti e Carlo Calenda.
come molti di voi sanno, la situazione qui da noi a Taranto permane molto grave ed inaccettabile. Vi invito a divulgare questo video perché tutti i nostri governanti si rendano conto che i bambini di questa città non possono più aspettare. I fumi e le polveri che si vedono copiosi in questo video, sembrano scaturire, in particolare, da uno degli altoforni (Afo2)
Fabio Matacchiera (responsabile legale Fondo Antidiossina Onlus)

 

2018

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