Immigrazione: l’ennesima tragedia del mare

Ancora una volta il mare si fa foriero di tempesta e di tragedia. Sono 29 le vittime dell’ennesimo dramma consumatasi nel Mediterraneo che fa risalire a galla le polemiche legate al Triton, missione gestita direttamente dal Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere che dovrebbe sostituire il precedente Mare Nostrum.

Lo si definisce un orrore, “persone morte per il freddo e non per un naufragio”, dice il presidente della Camera Laura Boldrini. La richiesta d’aiuto arriva tramite telefono satellitare nel primo pomeriggio di ieri e immediatamente due mercantili vengono inviati insieme a due motovedette della Guardia Costiera, che in piena notte sono riusciti a recuperare i migranti e far rotta verso Lampedusa. Le vittime muoiono però di lì a poco di ipotermia, mentre circa 7 risultano in condizioni critiche.

Inutile commentare la difficoltà delle operazioni di salvataggio. Mare forza otto e onde alte nove metri. Un rischio anche per i soccorritori, precisa il portavoce della Capitaneria di Porto, preoccupato per gli uomini ormai allo stremo delle forze che si trovano a mettere a repentaglio la propria vita.

La polemica si accende soprattutto ai piani alti della politica, dove si ammette che il Triton non è sufficiente mentre si punta il dito sull’idea renziana di abolire il Mare Nostrum.

Ma tra drammi in corso, drammi da evitare e ipotesi di miglioramento restate inconcrete e disperse nei futili post del mare virtuale, purtroppo c’è ancora chi nel mare vero perde la vita e tutte quelle aspettative di futuro che lo avevano portato a riporre le speranze in un barcone.

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