In Turchia le donne sanno ridere

Donna1L’uscita infelice del vice premier Bulent Arinc scatena la reazione da parte delle donne in Turchia. Una reazione che nessuno, forse, si aspettava. 

«La donna saprà quello che è peccaminoso e quello che non lo è. Non riderà in pubblico. Non sarà seducente nel suo comportamento e proteggerà la sua castità».

Sono state queste le parole di Bulent Arinc, il vicepremier turco, durante un comizio che prepara il Partito Giustizia e Sviluppo che fa capo all’attuale Primo Ministro Erdogan. Parole alle quali le dirette (le donne) interessate hanno risposto, con una reazione che ha sorpreso tutti. Una reazione tutt’altro che violenta.

In Turchia le donne hanno detto “non siamo d’accordo” e per farlo hanno scelto un modo intelligente, irriverente e al passo con i tempi.

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Hanno usato come mezzo di comunicazione per dire la loro, il canale che ai giorni d’oggi garantisce la più alta diffusione e il più sicuro risultato: quello dei social network.

In realtà, non hanno detto molto, hanno affidato la loro reazione al potere delle immagini, da sempre più immediate ed incisive delle parole, quando vengono diffuse attraverso uno schermo.

Hanno postato delle foto.

Hanno sorriso e diffuso le foto delle loro risate. Hanno mostrato gioia, divertimento, un’allegria che il corpo umano esprime così, ridendo. Così per tutti, quindi perché non per loro?

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Il capo scoperto, vestite alla occidentale, queste donne non hanno niente a che vedere con la figura femminile tipica che affolla i comizi del partito Akp del premier Erdogan.

Bellissime nei loro sorrisi impavidi, sono donne che si ribellano con eleganza. E ironia. Danno così una dimostrazione valida di come il vice premier si sbagli.

Facebook e Twitter, dopo l’affermazione di Arinc, si sono riempiti dei loro sorrisi. #kahkaha (#risate) e #direnkahkaha (#resistererisate)sono diventati in poche ore virali.

E speriamo che anche il sorriso di queste donne sia altrettanto contagioso.