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Indice Rt regione per regione: le 3 più a rischio contagio

L’Italia intera sta per ripartire: nella giornata di domani aperture anticipate per diverse attività in tutte la Penisola. Questo perché attualmente il nostro Paese è ritenuto a basso rischio, livello 2.
Fortunatamente non si è verificato ciò che gli esperti temevano, cioè il rialzo della curva dei contagi. Questo vuol dire che le misure per il contenimento del virus, tra cui il lockdown e la chiusura degli esercizi commerciali, hanno portato i risultati sperati.
Rischio e indice rt differente a seconda della regione
L’indice Rt misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. Rappresenta il numero medio delle persone contagiate ad un individuo infetto. Se l’indice Rt è superiore a 1 vuol dire che il contagio si propaga se invece è inferiore a 1 il contagio tende ad esaurirsi.
Le regioni, però, sono state classificate in modo differente a seconda del rischio. Secondo il rapporto sull’indice del contagio dell’Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute,molte regioni del Sud sono a basso rischio, come la Campania, La Calabria, le Isole, la Puglia. Questo perché l’incidenza di casi è bassa oppure medio-basta. Anche la Toscana rientra tra le zone con un rischio basso.
Incidenza dei casi tra alta e medio-alta invece per Emilia Romagna, Abruzzo, Liguria, Marche, Valle D’Aosta, Piemonte, Trento, Veneto. In queste regioni gli esperti definiscono la situazione molto complessa, tuttavia ancora sotto controllo.
Le 3 regioni più a rischio contagio con livello 3
In Molise, la classificazione è passata recentemente da bassa a moderata. C’è stato infatti un focolaio dovuto al mancato rispetto delle prescrizioni, con assembramenti durante ad un funerale Rom, senza mascherine e distanziamenti. Ciò ha fatto salire i contagi a 72 nella regione nel giro di poco tempo.
In Lombardia la situazione è definibile altalenante, poiché vengono segnalati dei nuovi casi ogni settimana, anche se in diminuzione. Segnale positivo dato dalla riduzione dei ricoverati in terapia intensiva.
In Umbria invece l’indice di riproducibilità del virus (cioè il numero di soggetti contagiati da un singolo soggetto positivo) è superiore a 1, ciò preoccupa gli esperti poiché nel resto di Italia l’Rt è tra 0,24 e 0,86.








