Isis, minacce alle Olimpiadi di Rio

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L’Isis non vuole “perdersi” nemmeno le Olimpiadi di Rio de Janeiro, che inizieranno il prossimo 5 agosto, tra circa due settimane. La polizia federale brasiliana ha arrestato dieci persone, tutte brasiliane residenti negli Stati di San Paolo e Paranà, che progettavano di compiere un attentato durante la competizione sportiva internazionale. Altre due sono ricercate. Lo ha reso noto in conferenza stampa il ministro della Giustizia locale, Alexandre Moraes, spiegando che gli arrestati sono stati reclutati via web.

L’operazione di sicurezza è avvenuta a seguito dell’approvazione della legge antiterrorismo entrata in vigore nel marzo scorso e riguarda il gruppo islamico “Ansar al-Khilafah Brazil” (AKB, “Sostenitori del Califfo in Brasile), che ha giurato fedeltà ad al-Baghdadi e creato su Telegram, un servizio di messaggistica istantanea per cellulari russo, un canale in cui compaiono inquietanti riferimenti proprio ai Giochi Olimpici che si terranno nella capitale brasiliana.

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Ansar al-Khilafah Brazil, ha denunciato Rita Katz, direttrice del sito di monitoraggio jihadista “Site”, è la prima sigla legata all’Isis in America Latina.

Alle Olimpiadi di Rio erano già arrivate minacce da alcuni siti jihadisti in portoghese a partire dal maggio scorso. Vista anche la massima allerta dopo l’attentato di Nizza, per il grande evento sportivo in Brasile verranno impiegati 85 mila agenti di sicurezza: 47 mila della polizia e 38 mila delle forze armate. Il rischio di attentati è “alto” anche secondo Jean Paul Laborde, responsabile della Direzione antiterrorismo delle Nazioni Unite, e Michel Temer, il presidente ad interim brasiliano dopo il dichiarato empeachment nei confronti di Dilma Rousseff, ha comunicato un innalzamento dei dispositivi di sicurezza e registrato un videomessaggio per rassicurare gli stranieri sul fatto di poter assistere dal vivo ai Giochi “in piena sicurezza e tranquillità”. Collaborano anche gli 007 di molti altri Paesi, in particolare per garantire la sicurezza del presidente francese Francois Hollande.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).