Isis, muore a 13 anni combattendo per lo Stato Islamico

AbuBakr

Abu Bakr, di soli 13 anni, viveva a Strasburgo con la sua famiglia, originaria di un Paese islamico, poi con loro ha raggiunto la Siria in camper. E con suo padre e i suoi fratelli ha combattuto nelle fila dell’Isis fino alla morte, avvenuta due mesi fa. Anche due fratelli dell’adolescente sono morti, mentre il terzo non si sa che fine abbia fatto. Quest’ultimo aveva fatto parlare di sé per essersi lasciato fotografare nel novembre scorso con un mitra in una mano e un bimbo tenuto con l’altro braccio.

La notizia della scomparsa del ragazzino è stata data da Radio France International, che l’ha appresa da un jihadista diciannovenne (il quale si rallegrava del fatto che, essendo morto piccolo, Abu Bakr avrebbe potuto entrare in Paradiso), ed è stata confermata da più fonti. Di lui rimane solo una foto, in cui imbraccia un mitra, indossa una maglietta con la scritta “Benetton” (occidentalissima) e un paio di scarpe da tennis (occidentalissime anche quelle).

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).