Isis, rivista on-line dello Stato Islamico mette in copertina la bandiera nera su San Pietro

Dabiq

Nuove minacce dell’Isis sulla sua rivista on-line “Dabiq” – L’Isis, lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, continua a minacciare Roma, il Vaticano e l’Occidente. Ora usa la propaganda mediatica (come sempre parallela alle azioni militari, ai rapimenti e alle decapitazioni): sulla copertina del nuovo numero della rivista on-line dell’organizzazione,  “Dabiq” (che prende il nome dalla città del nord della Siria, attualmente controllato dal gruppo, dove nel 1516 avvenne la battaglia finale in cui gli Ottomani sconfissero i Mamelucchi, costituendo l’ultimo califfato) vi è un fotomontaggio con la bandiera nera issata su Piazza San Pietro e precisamente sull’obelisco egizio ivi ubicato.  Il titolo di questo numero della rivista è “La Crociata fallita”.

Sotto la fotografia vi è un lungo articolo per spiegare come l’Isis sta combattendo contro “Roma”, i “romani” e i “crociati” occidentali (in particolare quelli della coalizione che si oppone al Califfato). Si parla delle “imprese” riuscite dell’Isis, come la riduzione in schiavitù degli yazidi, in primis di donne e dei bambini, i quali sono stati anche “divisi secondo la Sharia (la legge islamica) tra i combattenti che hanno partecipato alle operazioni a Sinjar”, città dell’Iraq nordoccidentale i cui abitanti sono stati costretti a fuggire attraverso le montagne nell’agosto scorso.

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Il proclama del portavoce dell’Isis – Sulla rivista è stato anche ripreso il minaccioso proclama fatto alla fine di settembre dal portavoce dell’Isis Abu Mohammad al Adnani: “Questa è la campagna finale dei crociati ma saranno i soldati dello Stato islamico a condurre l’attacco decisivo. Conquisteremo la vostra Roma, faremo a pezzi le vostre croci, ridurremo in schiavitù le vostre donne”, diceva. Intanto invitava a colpire i membri della coalizione ovunque essi siano e attaccava il presidente americano Barack Obama definendolo un “servo degli ebrei” e un “vigliacco”. Se la prendeva con gli Stati Uniti e la Francia, impegnati in Iraq esortando gli jihadisti: “Se potete uccidere un miscredente americano o europeo (soprattutto uno sporco francese) o un australiano o un canadese, uccidetelo in qualunque modo possibile e immaginabile”. Detto fatto: nel tempo trascorso dopo il messaggio di al Adnani sono stati rapiti e decapiti altri ostaggi: l’escursionista francese Hervè Pierre Gourdel in Algeria, il cooperante britannico Alan Henning in Siria e sempre nel martoriato Paese è stato minacciato di morte il cooperante americano Peter Kassig.

 

 

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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