Isis video integrale: ecco come vengono addestrati i bambini rapiti. Intanto il Califfato nero riconquista Kobane

downloadSe vi stavate chiedendo che fine avevano fatto le migliaia di bambini rapiti dai miliziani dell’Isis, la risposta è in un video pubblicato dalla propaganda dello Stato Islamico e  ripreso dal quotidiano inglese Daily Mail. Il filmato, diffuso online poche ore dopo la notizia del rapimento di 1.227 ragazzi a Mosul da parte dell’Isis, mostra i giovani intenti ad addestrarsi l’uno contro l’altro all’interno di un ring circondato da alte reti metalliche e rinominato “gabbia della morte” dal media britannico. Insieme agli adolescenti, un soldato armato li incita continuamente al combattimento. Nelle immagini successive, poi, si possono osservare gli jihadisti del futuro intenti ad attraversare un percorso di guerra e a spaccare piastrelle con la testa. Secondo il Daily Mail  le immagini sarebbero state girate in una base irachena dello Stato islamico. Non è la prima volta che gli uomini del Califfato nero utilizzano minori per ragioni di propaganda.

Di seguito il video diffuso online dalla propaganda dello Stato Islamico e ripreso dal Daily Mail. ATTENZIONE: le immagini molto forti potrebbero urtare la vostra sensibilità

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Intanto la Bbc, citando l’Osservatorio siriano per i diritti umani, riferisce che i miliziani dell’Isis hanno riconquistato la città siriana di Kobane dopo aver sostenuto scontri violentissimi con le forze curde. Si tratta di un vero e proprio colpo d’immagine per il Califfato, che ne esce così nuovamente rafforzato dopo che lo scorso gennaio, una lunga campagna sostenuta anche dai raid della coalizione internazionale anti-Isis aveva decretato la sconfitta degli jihadisti a Kobane, città al confine con la Turchia. Quella sconfitta, difatti, aveva avuto una grande eco internazionale e assunto un alto valore simbolico. Ma nella notte tra mercoledì e giovedì, riporta la redazione britannica, la situazione è tragicamente precipitata: un’autobomba è esplosa provocando almeno 5 morti e decine di feriti. Gli scontri, riferisce l’Osservatorio per i diritti umani, sarebbero ancora in corso.

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