Isis, video integrale shock: 25 soldati siriani giustiziati dai ragazzini del Califfato nero

Il video shock targato Isis e diffuso nelle ultime ore sul web, ha come set dell’orrore ancora una volta l’antica e illustre città siriana di Palmira. Il filmato in questione si apre con scene di ordinaria tortura condotta ai danni di soldati siriani caduti nelle mani degli uomini del Califfato nero.

Successivamente lo scenario cambia, non la sostanza: i malcapitati prigionieri vengono fatti uscire da una stanza-prigione scortati da altrettanti jihadisti e fatti entrare in un anfiteatro (davvero suggestiva la coreografia che i terroristi hanno preparato per l’occasione) entro il qual quale quest’ultimi hanno innalzato la bandiera nera dello Stato Islamico.

Ed è a questo punto che fanno il loro ingresso sulla scena i ragazzini dell’Isis, protagonisti indiscussi di questa nuova puntata del terrore in Siria. In tuta mimetica, con il capo coperto da bandane marroni e armati di pistola, le giovani matricole sfilano lentamente fino a prendere posizione alle spalle delle vittime.

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Di fronte, ad assistere alla macabra esecuzione siedono, sulle gradinate dell’antico anfiteatro, spettatori non paganti: ci sono guerriglieri, civili e anche dei bambini. Un esponente dell’Isis legge un documento mentre la telecamera indugia sui volti dei militari, alcuni con segni di percosse. Un istante dopo i soldati, inginocchiati e con il capo chino, vengono giustiziati senza esitazioni.

Secondo quanto si descrive nel filmato, l’esecuzione sarebbe avvenuta poco dopo la conquista della citta’, il 21 maggio.

L’osservatorio per i diritti umani in Siria, proprio lo scorso 27 maggio, annunciava che lo Stato Islamico aveva assassinato un gruppo di soldati del regime siriano fatti prigionieri nel corso della battaglia per il controllo della zona. Facile, quindi, che il video diffuso in queste ore si riferisca a quell’episodio.

Di seguito il video diffuso online dalla propaganda dello Stato Islamico. ATTENZIONE: le immagini molto forti potrebbero urtare la vostra sensibilità.

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