Israele riprende i bombardamenti su Gaza: la tregua è finita. NYT: “Israele conosceva i piani dell’attacco un anno prima”

Continua la guerra tra Hamas e Israele: il ministero della Salute parla di morti, feriti e attacchi su tutta la Striscia. Intanto, una nuova inchiesta del New York Times rivela i dettagli del piano di Hamas ignorati da Israele

Riprendono i bombardamenti israeliani a poche ore di distanza dal fallimento dell’ennesimo tentativo di prolungare la tregua armata tra le IDF e Hamas. Le ultime operazioni diplomatiche volte a prolungare la tregua di qualche giorno, spinte in particolare modo dal Qatar, sono fallite per l’evidente raffreddamento tra le parti.

Alle ore 7 del mattino di venerdì mattina, le forze armate israeliane hanno preso di mira diversi obiettivi su Gaza e hanno giustificato la ripresa dei bombardamenti per “la violazione della tregua da parte di Hamas e di un lancio di un missile su territorio israeliano”, hanno detto le forze armate di Tel Aviv. Lettura dei fatti ovviamente respinta da diversi media vicini ai palestinesi, non ancora da Hamas, che invece hanno riferito di attacchi aerei verso sud con decine di morti e feriti, come riferisce il Ministero della Salute di Gaza. Sarebbero state prese di mira almeno 21 persone in due attacchi israeliani al nord, sette nel centro e dodici nel sud.

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che anche durante i giorni di tregua aveva parlato dell’urgenza di “eliminare Hamas”, ha detto che i bombardamenti contro l’exclave sono ripresi per colpa del partito politico palestinese, che avrebbe appunto tradito gli accordi presi in precedenza grazie alla mediazione di Egitto e Qatar. Netanyahu ha parlato inoltre del fatto che Hamas non avrebbe “accettato di consegnare altri ostaggi”. Non è ancora arrivata nessuna una risposta da parte dei leader del partito che governa su Gaza. A nulla sono valsi quindi gli sforzi di Doha, sebbene Al Jazeera riferisca che i mediatori sono comunque al lavoro per aprire nuovi canali comunicativi tra le parti.

NYT: “Israele sapeva dell’attacco un anno prima

Una recente inchiesta del New York Times ha rivelato che i funzionari dell’intelligence israeliana erano venuti a conoscenza dei dettagli dell’attacco di Hamas già un anno prima, in un documento – chiamato ‘Muro di Gerico’ – che “ha delineato, punto per punto, esattamente il tipo di invasione che ha portato alla morte di 1.200 persone”, ha riferito il giornale americano. Ciò fa aumentare i dubbi e le perplessità in merito a un evento che è servito da pretesto al governo di Benjamin Netanyahu per bombardare Gaza.

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Il documento citato dal NYT consta di 40 pagine circa e parla del possibile attacco da parte di Hamas tramite l’uso di droni, parapendii e moto. Pur non parlando in dettaglio dell’attacco, il piano faceva riferimento a scenari che sarebbero potuti capitare a ridosso del territorio israeliano. Secondo il Times of Israel, tale documento sarebbe stato visionato dagli uomini dell’intelligence, ma non è chiaro se fosse finito sul tavolo di Netanyahu e dei suoi collaboratori. I funzionari che avrebbero letto il documento lo avrebbero descritto come fin troppo “ardito”.

Diversi mesi prima dell’attacco, un analista senior dell’agenzia Unit 8200, un’unità del Corpo di Intelligence Israeliano dedita alla raccolta di informazioni, aveva parlato di addestramenti ed esercitazioni da parte dei militanti di Hamas, finendo poi per essere ignorato dai suoi superiori. I dettagli che furono rilasciati dall’analista, ben tre mesi prima del 7 ottobre, non sono molto dissimili rispetto a quelli evocati dal documento citato.