Non calano le tensioni tra Israele e Hamas. Nella notte ci sono stati raid aerei israeliani contro la Striscia di Gaza: almeno 55 i morti a causa dei bombardamenti, oltre 30 invece le case distrutte. Lo rileva l’autorità dell’enclave palestinese. Secondo l’esercito israeliano, sarebbe stato ucciso anche il vice capo dell’artiglieria di Hamas Muhamad Qatmash che sarebbe stato uno dei protagonisti dell’organizzazione dell’attacco dello scorso 7 ottobre.
La cifra dei morti intanto aumenta ogni giorno di più, per il momento i palestinesi uccisi a Gaza sono oltre 4300. Il territorio che è stato danneggiato o distrutto dalle forze armate israeliane consiste nel 40% della Striscia, lo riportano le Nazioni Unite.
Anche all’interno di Gaza la situazione non migliora, malgrado i primi camion di aiuti che sono giunti nelle ultime ore dopo l’apertura del valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza. Secondo le Nazioni Unite, ci servirebbero almeno cento camion al giorno per assicurare a tutti gli sfollati cibo e beni di prima necessità. Continua ancora a essere poca l’acqua e l’energia elettrica dopo che l’esercito israeliano, all’inizio delle operazioni militari contro Gaza, aveva ordinato dapprima “l’assedio totale” del territorio, invitando in secondo luogo tutti i residenti del Nord a spostarsi verso Sud. Un’operazione giudicata dalle organizzazioni umanitarie come impossibile da realizzare.
Netanyahu a Hezbollah: “Se attaccate farete errore”
Intanto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato il personale militare di stanza nel nord del paese, a pochi km dal confine col Libano. Netanyahu nel suo discorso alle truppe ha lanciato un avvertimento al gruppo Hezbollah, dicendo che se “deciderà di aprire un nuovo fronte, allora comincerà la Seconda guerra del Libano”. “Hezbollah farebbe il suo più grande errore di sempre”, ha detto Netanyahu alle truppe. Diverse ore prima il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian aveva avvertito sia Israele che gli Stati Uniti, affermando che il “Medio Oriente rischia di andare fuori controllo se non si fermiamo i crimini contro l’umanità di Gaza”.
Nir Barkat, ministro dell’economia israeliano, in una intervista al Daily Mail ha risposto all’Iran: “Il piano dell’Iran è quello di attaccare Israele. Se ci rendiamo conto che vogliono attaccarci, non solo su tutti i nostri fronti, noi colpiremo la testa del serpente. Così come Netanyahu, anche Barkat si riferisce a Hezbollah, alleato di ferro dell’Iran: “Se apriranno fronte da nord li faremo sparire dalla faccia della terra“, ha detto senza mezzi termini innalzando le tensioni.
Israele, attacco aereo contro Moschea di Jenin
Se Gaza continua a essere al centro delle attenzioni israeliane, anche la Cisgiordania non è da meno: nelle prime ore del mattino di domenica è stata obiettivo di un attacco aereo israeliano. Più precisamente a Jenin, sede di uno dei più grandi campi profughi palestinesi del territorio occupato, l’attacco ha centrato la Moschea Al-Ansar uccidendo due persone e ferendone altre tre. Israele ha rivendicato l’attacco e ha detto che era stato pianificato poiché diversi membri di Hamas avevano usato il complesso sotterraneo della moschea come scudo e stavano organizzando “un attacco imminente“. Non sono arrivati commenti né da parte di Hamas né dall’Autorità nazionale palestinese.











