Kayla Mueller, il presidente americano Barack Obama conferma l’uccisione della cooperante da parte dell’Isis

Cooperante

La conferma della morte della 27enne in Siria arriva con “profonda tristezza” dal capo di Stato Usa, il quale ha assicurato che il paese punirà i responsabili.  “Non paghiamo riscatti, ed è la cosa più dura da dire alle famiglie dei rapiti”, ha anche dichiarato nella serata di martedì Obama, riferendosi alla politica americana di non cedere alle richieste dei terroristi.

Il Pentagono ha smentito che Kayla Mueller, rapita nell’agosto 2013, sia stata uccisa da un bombardamento dell’aviazione giordana che sta combattendo contro l’Isis, com’era stato detto dallo Stato Islamico il 6 febbraio: “Non ci sono dubbi” che la ragazza sia stata uccisa dai jihadisti, ha affermato il portavoce del Dipartimento della Difesa, ammiraglio John Kirby. Inoltre l’intelligence americana è convinta che la vittima sia stata data in sposa ad un terrorista prima di morire e quindi non sia stata ritenuta un oggetto di scambio.

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Per aggiungere l’orrore all’orrore, l’Isis ha anche mandato ai genitori di Kayla una foto del cadavere della ragazza per dimostrare la sua morte, dopo che questi avevano lanciato un appello all’organizzazione per avere notizie della figlia.

C’è un altro ostaggio americano nelle mani dell’Isis, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest: si tratta di Austin Tice, un ex marine e giornalista freelance, sequestrato a Damasco ad agosto del 2012. La famiglia ha confermato.

Intanto è giunta notizia che Barack Obama ha chiesto al Congresso l’autorizzazione per impiegare la forza militare di terra contro lo Stato Islamico. Un’autorizzazione che scada a tre anni dalla sua concessione ma senza limiti geografici.

 

 

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).