Kiev guadagna terreno, ora è marcia su Donetsk e Lugansk

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L’esercito ucraino avanza vittorioso: è stata riconquistata la città mineraria di Avdiivka, sita ad una decina di chilometri a Nord di Donetsk, mentre nella regione di Lugansk l’esercito carica Pervomaysk

Dopo gli scontri, di lunedì 28 luglio a Holivka, in cui persero la vita 17 persone. Le forze regolari ucraine puntano verso Donetsk e Lugansk, punti nevralgici delle lotte che imperversano ormai da svariati mesi.

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L’esercito ucraino appoggiato da carri armati e blindati, ha conquistato la cittadina alle porte di Donetsk, da cui dista meno di 10 chilometri. Le autorità centrali hanno soprannominato questa operazione come “anti-terroristica”.

La città di soli 35 mila abitanti era stata conquistata dalle forze armate di Kiev, già il 21 luglio scorso, poi precipitata nuovamente nella mani dei separatisti. Una nuova offensiva si sta svolgendo in un’altra città nell’oblast’ di Donec’k, Ilovaysk, a 40 chilometri dal sito sul quale si schiantò il Boeing  777 della Malaysia Airlines.

A Lungansk i conflitti procedono ormai inesorabili da più di 24 ore, mentre l’esercito ucraino si prepara all’assalto di Pervomaysk nell’oblast’ di Luhans’k.

I soldati di Kiev hanno in più affermato di aver subito nuovi attacchi dalla Russia.

Nella notte di ieri non ci sono stati morti e le milizie di Kiev sono state oggetto di fuoco di artiglieria proveniente dal territorio russo, da Dovjanski, precisamente, zona di confine. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, sarebbero stati sottoposti all’attacco di 7 carri armati che avrebbero innanzi attraversato la frontiera a sud di Donetsk, nel villaggio di Dibrivka.

Intanto da Misk l’ufficio presidenziale Bielorusso, comunica che, senza specificare date precise, la Bielorussia ospiterà nuovi colloqui di negoziazione per porre fine alla crisi ucraina, fra le autorità centrali di Kiev, la Russia e l’OSCE (Organization for Security and Co-operation in Europe). La Nazione, stando a quanto affermato dal presidente Alexandr Lukashenko in una telefonata con il suo correlativo ucraino Petro Poroshenko, sarà una “piattaforma per i negoziati che coinvolgano tutte le parti di primario rilievo per arrivare ad una soluzione della crisi in Ucraina”.

Nel frattempo dagli Stati Uniti continua il round di sanzioni che ancora una volta colpirebbero, secondo quanto affermato dal presidente statunitense Barack Obama, il settore finanziario, energetico e della difesa.

Obama ha dichiarato in una notifica, che non era prevista nella sua agenda giornaliera: “Non sarei voluto arrivare a questo. È una decisione che la Russia e il presidente Vladímir Putin hanno preso. Il cammino per giungere ad una risoluzione pacifica a questa crisi contempla il riconoscimento della sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza del popolo ucraino”. La dichiarazione è stata rilasciata in seguito alle penalità applicate ieri dall’Europa. “Espanderemo le nostre sanzioni a più banche e società russe e sospenderemo formalmente i crediti che favoriscano le esportazioni verso la Russia e il finanziamento di progetti di sviluppo nel Paese” ha notificato il presidente,elencando i settori interessati.

Le entità soggette alle sanzioni degli Stati Uniti sono tre banche statali: Hit VTB, Banca di Mosca e Agricultural Bank, per le quali è limitato l’accesso ai mercati dei capitali in dollari a medio e lungo termine, ha detto il Dipartimento del Tesoro in un comunicato.

Bloccato anche il patrimonio della società United Shipbuilding Corporation, una delle principali imprese di costruzione di attrezzature militari e si proibiscono le esportazioni di attrezzature per l’esplorazione di petrolio e la produzione nel Paese.

Nonostante la maggiore pressione e “ammende” contro la Russia, Obama ha sottolineato che l’annuncio di queste nuove sanzioni è un mezzo per lasciare che l’Ucraina scelga il proprio percorso senza la presenza incombente della Russia. “Non è una nuova Guerra Fredda” afferma Obama dopo aver applicato il terzo flusso di sanzioni , ma ad oggi gli elementi in comune con quel periodo della storia internazionale, che tutti credevano trascorso e remoto, sono molteplici.

Nel frattempo, l’economia della Russia resta bloccata. La crescita dall’inizio dell’anno è quasi nulla, gli USA hanno applicato quello che potrebbe essere definito una sorta di “embargo finanziario”, che di fatto sta rendendo stagnante l’economia russa.Obama minaccia di aumentare la zavorra delle penalità, se la Russia non desisterà dal procedere sul suo attuale percorso.

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