Kim Alsbrooks, l’artista di Filadelfia che dipinge ad olio su lattine usate

Arte

Se voleva essere originale, ci è riuscita l’artista  americana Kim Alsbrooks. Ha raccolto materiale di scarto come lattine accartocciate usate nei fast food, trovate per strada o nell’immondizia, e vi ha dipinto sopra con colori ad olio suggestivi ritratti storici. In dieci anni ha creato una collezione, che ha intitolato “My White Trash Family”. Questa si è sviluppata mentre Kim Alsbrooks viveva un “senso di frustrazione” per il divario di classe ancora esistente negli Stati Uniti, in particolare nel Sud, dove viveva quando ha iniziato questo lavoro.

Ha dunque ritenuto che dipingere su lattine schiacciate ritratti da museo con gentildonne e gentiluomini dei secoli scorsi, tutti agghindati, ritratti che prima erano dipinti su supporti d’avorio, fosse un modo efficace per cambiare la percezione della società d’elite al giorno d’oggi. Potrebbe anche essere un ottimo modo per diffondere la storia dell’arte.

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).