La Cassazione ha deciso: Bossetti condannato all’ergastolo per l’omicidio della piccola Yara

Pena massima e nessuno sconto per Massimo Bossetti

PhotoCredit: The Social Post

La Corte di Cassazione presieduta dal Giudice Iasillo ha emesso la tanto attesa sentenza sulla tragedia che ha visto protagonista la tredicenne di Brembate: Yara Gambirasio. È stato Massimo Bossetti a uccidere la piccola Yara. La Suprema Corte ha inflitto al muratore la pena più alta ossia l’ergastolo con l’aggravante della crudeltà.

Gli ermellini lo hanno invece assolto dall’accusa di calunnia rivolta da Bossetti al collega Massimo Maggioni, indicato dallo stesso come autore del delitto.

A nulla è valsa la difesa di seicento pagine presentata dagli Avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini i quali si sono visti dichiarare inammissibile il loro ricorso. Gli stessi al termine della lettura della sentenza hanno annunciato l’intenzione di adire la Giustizia europea.

La requisitoria del procuratore generale

Loading...

Il procuratore generale Mariella De Masellis, si è complimentata per l’egregio lavoro svolto dalla procura di Bergamo: “il lavoro di altissimo livello svolto al fine di risolvere un caso di un omicidio efferato che sembrava impossibile. Il colpevole è senza dubbio Bossetti, ha lasciato morire la ragazzina in quel campo. A inchiodarlo non solo il dna nucleare, l’unico utilizzato in qualsiasi indagine, ma anche altri elementi come le celle telefoniche e le fibre dei sedili del suo furgone”.

Il Magistrato ha poi proseguito: «per dire che Bossetti è innocente dobbiamo dire che il dna di Ignoto 1 non è il suo, che Bossetti non è figlio di Guerinoni, che i Ris hanno modificato l’immodificabile, che è stata perseguita la necessità di trovare in Bossetti, una persona che nessuno conosceva, un capro espiatorio. Se tutto questo non lo possiamo dire non c’è ragionevole dubbio».

Dello stesso avviso anche i legali della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, che hanno confermato l’ottimo lavoro svolto dalla procura: “anche quando si brancolava nel buio la procura non ha mai smesso di crederci”precisando che: “Ai tempi nessuno conosceva Bossetti, quindi escludiamo qualsiasi contaminazione per incastrarlo”.

Potrebbero interessarti anche