La grande sfida delle famiglie con bambini autistici

Affinché l’emergenza diventi l’occasione giusta per ripensare all’inclusione scolastica dei soggetti più deboli

autismo
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L’autismo è un disordine neuropsichico infantile, che comporta difficoltà nella capacità di relazionarsi e di adattarsi all’ambiente. Data la varietà di sintomatologie nel fornire una definizione clinica coerente, si utilizza l’espressione disturbo dello spettro autistico, che indica quelle patologie aventi come denominatore comune caratteristiche comportamentali, sebbene a vari gradi e livelli di intensità.

Le famiglie coraggiose

Le persone con spettro autistico, potrebbero maggiormente accusare lo stress dovuto al momento attuale, in virtù del fatto che vivono in una sorta di mondo fantasmatico.
È fondamentale che queste persone, siano supportate nel mantenere la routine quotidiana: conservare il ritmo sonno-veglia, organizzare la giornata attraverso un calendario, essere supportate ad esprimere i propri sentimenti, attraverso attività di scrittura, giochi, film. Qui subentra il forte ruolo dei loro genitori: le famiglie coraggiose.
Il Covid 19 colpisce doppiamente le persone con autismo e non possono essere lasciati indietro.
La scuola che accoglie un bambino con questa patologia, deve sostenerli attraverso un PEI, ovvero un Piano Educativo Individuale.

Il Piano Educativo Individuale

Il Piano Educativo Individuale è un documento necessario, che viene attuato per programmare il Piano Educativo di un alunno diversamente abile. Viene messo in atto in collaborazione con la famiglia e con le figure specializzate di riferimento, per promuovere al massimo il livello di potenzialità dell’alunno.

Cosa contiene un PEI?

Il PEI deve contenere tutte le proposte utili all’apprendimento, inclusi i software che aiutano lo studente a creare ed immagazzinare informazioni. Software fondamentali ed adattabili al singolo percorso educativo. Il PEI tiene presente dei progetti didattico-educativi, riabilitativi e di socializzazione, nonché delle forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche. Nella sua definizione, i soggetti che intervengono nella sua redazione, propongono gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all’educazione, all’istruzione ed integrazione scolastica. Detti interventi vengono, successivamente, integrati tra di loro, in modo da arrivare alla relazione conclusiva di un piano educativo.

Autismo ai tempi del Covid

Gli esperti affermano l’importanza di spiegare ai bambini affetti da autismo, cosa sta succedendo.
Ripensare e riadattare la propria vita in questo momento, è un compito estremamente difficile per tutti.
La situazione diviene estremamente delicata, ed ancor più complicata, per quanto riguarda questa fascia particolarmente debole. Il lockdown impone una permanenza in casa assai rigorosa e non sono da trascurare gli effetti sulla psiche che questo distanziamento comporterà, su di essi particolarmente.
Molti sono i genitori che si sono dovuti impegnare a far comprendere ai loro figli cosa stesse accadendo.
È per loro difficile accettare il distacco brusco dai punti di riferimento a scuola e dai loro ambienti fuori casa. I genitori si devono quindi, impegnare a spiegare ai loro figli, che tutti i bambini del mondo devono restare a casa. E possono farlo magari, raccontandolo attraverso una bella favola. Non bisogna dimenticare che da quando le scuole sono chiuse, sono chiusi anche i loro centri di assistenza e le attività terapeutiche. Quindi a sentirsi abbandonate non sono solo le famiglie, ma anche i loro figli.

Quali sono le loro maggiori difficoltà?

I bambini con autismo non sono in grado di rimanere attenti il più del necessario. Pertanto risulta difficoltosa anche la didattica a distanza, che condurrebbe gli alunni a restare indietro. Dal loro punto di vista, prima c’era la scuola come riferimento, adesso non c’è nulla.
Le attività proposte a distanza, risultano troppo articolate. Si inoltrano compiti via WhatsApp, dimenticando che a questi ragazzi serve empatia, espressione ed emozione. Non servono parole, serve un approccio visivo, fondamentale per veicolare contenuti ed istruzioni utili, da affiancare a testi scritti. È necessario stimolare la loro empatia e dunque migliorare l’intelligenza emotiva, affinché possano conoscere e riconoscere il mondo delle emozioni. Saper gestire le proprie e le altrui emozioni, per promuovere la crescita emotiva ed intellettuale.

Come possiamo aiutarli?

Sarebbe opportuno riflettere su modalità che possano alleggerire il carico di queste situazioni, spesso dimenticate.
È fondamentale includere le voci ed i bisogni delle persone con autismo, attuando programmi mirati per salvaguardare la loro salute, sia fisica che mentale.
Garantire pari opportunità di accesso ad ogni attività didattica, anche e soprattutto a distanza.
Con un buon senso civico, si potrebbe pensare di permettere ai ragazzi autistici di recarsi qualche ora la mattina nei centri territoriali di supporto, con il dovuto distanziamento ed attuando, rigorosamente, tutte le misure di sicurezza.
Intervenire su questi bisogni risulta di grande utilità per l’intera società, che ne esprimerebbe il livello di evoluzione. È doveroso che tutti gli enti locali collaborino, facendosi promotori e sostenitori di queste problematiche, dando risposte concrete nel più breve tempo possibile. Questi ragazzi non devono vivere murati nel loro mondo interiore, senza poter comunicare con gli altri a causa di un linguaggio fatto di urla e suoni talvolta incomprensibili. Possono sembrare completamente disinteressati al mondo, ma non desiderano altro che essere ascoltati, compresi, amati e coccolati. Chiudiamo gli occhi ed apriamo il cuore, affinché ciascuno di noi faccia la sua parte.