La guerra dei sacchetti biodegradabili

Utenti in tilt dopo l'introduzione dei sacchetti bio

Non accenna a placarsi la polemica sui sacchetti a pagamento biodegradabili per frutta e verdura ed i cittadini rimangono divisi tra favorevoli e contrari. Se nelle prime ore di questo 2018 appena iniziato molti avevano condiviso sui social network immagini ironiche di singoli frutti ed ortaggi etichettati uno ad uno, adesso tutto si sta facendo più serio e si discute sul reale beneficio per l’ambiente che deriva dai nuovi sacchetti bio.

Secondo Marco Affronte, un autorevole membro della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, è giusto vietare i sacchetti di plastica perché inquinano moltissimo ed entrano a fare parte della nostra stessa catena alimentare perché vengono ingoiati da molti degli animali di cui noi mangiamo la carne ma bisogna farlo in maniera corretta. ” La verità è che cercare di ridurre la plastica è sacrosanto. Così come sarebbe sacrosanto farlo in maniera corretta, lasciando al cittadino la scelta di come diminuire la propria impronta ecologica. Invece le cose sono state fatte “all’italiana”, riuscendo a scontentare quasi tutti”, ha scritto Affronte in un suo post su Facebook.

La cosa ideale sarebbe permettere anche in Italia l’uso si sacchetti riutilizzabili, come già avviene in alcuni Paesi  europei; in questo modo i consumatori non sarebbero costretti a comprare ogni volta un sacchetto nuovo e potrebbero risparmiare aiutando l’ambiente nello stesso tempo. Questa soluzione è già possibile in Belgio, dove ogni consumatore può comprare frutta e verdura e metterla in una borsa di stoffa per la spesa che ha portato con sé da casa.

Gli ambientalisti convinti intanto si dicono favorevoli ai sacchetti ecologici perché una piccola spesa di qualche centesimo va bene se può contribuire, anche solo in minima parte, a salvare il pianeta e liberarlo dai tanti rifiuti di plastica che lo deturpano e lo inquinano. le associazioni dei consumatori invece restano sul piede di guerra per quella che ritengono essere solamente una nuova tassa che andrà a gravare sulle famiglie che fanno la spesa ogni giorno.

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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