La Marcia della Pace di Ankara finisce in tragedia

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Sabato 10 ottobre è stata scritta una delle pagine più tristi e sanguinose della storia della Turchia; la Marcia della Pace nella capitale Ankara è stata funestata da un doppio attentato suicida che ha provocato più di cento morti e più di cinquecento feriti. Molti giovani e meno giovani erano venuti da tutta la Turchia per chiedere la fine del conflitto con il PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) e stavano cantando e ballando quando due esplosioni hanno scosso il centro del gruppo.

Fratelli e sorelle, genitori e figli erano tutti insieme, uniti per fermare la violenza e chiedere l’instaurazione di un serio negoziato di pace, e invece sono stati costretti ad essere testimoni e vittime di un vero e proprio atto di guerra. Dopo le esplosioni si è capito subito che il bilancio sarebbe stato gravissimo e tutti i presenti hanno cominciato a scappare urlando in stato di shock.

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Ad oggi si contano almeno cento morti e cinquecento feriti, anche se non è ancora stato possibile fare un bilancio certo perché le notizie, dopo due giorni, sono ancora frammentarie. Ieri migliaia di persone sono scese in piazza ad Istanbul e hanno intonato slogan e cori contro il governo Erdogan, accusato di non avere protetto abbastanza la manifestazione e anche di essere in combutta con i terroristi. I principali partiti di opposizione chiedono le immediate dimissioni dei vertici governativi, ritenuti incapaci e accusati di fomentare l’odio e la violenza nel Paese.

Erdogan, insieme al governo, accusa invece i terroristi dell’ISIS di essere i responsabili dell’attentato alla Marcia della Pace, come ritorsione per i raid dei militari turchi contro alcune presunte basi del Califfato. Il Primo Ministro Davutoglu ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, ma in assenza di rivendicazioni gli interrogativi su chi possano essere i responsabili della strage sono ancora tanti.

Non è la prima volta che in Turchia si verificano attentati di un certo rilievo; a giugno a Diyarbakir persero la vita quattro persone ad un raduno filo-curdo e a luglio a Suruc ben trentatré persone, tutti attivisti per la causa curda, vennero uccise.

Anche e i dubbi sono ancora tanti, quello che è certo è che in vista delle elezioni del 1 novembre il clima in Turchia è destinato a diventare sempre più incandescente.

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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