La strage al campus: spari in un college ad Oregon

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Una nuova strage nel campus di una Università negli Stati Uniti; questa volta la sparatoria è successa in Oregon e i morti sono nove, anche se poteva andare molto peggio. Sette persone sono rimaste ferite e altre tre versano ancora in gravissime condizioni e non si sa se riusciranno a ristabilirsi del tutto.

L’assalitore era in possesso di tre pistole e un fucile di grosso calibro; appena entrato in una delle aule dell’Università in cui gli studenti stavano seguendo una lezione avrebbe chiesto ai presenti di dichiarare le propria religione prima di cominciare a sparare all’impazzata. Le forze di sicurezza sono state prontamente allertate e la polizia è riuscita a fermare la strage solamente colpendo a morte il killer. Lo sparatore aveva anche annunciato il suo folle gesto con tutti i dettagli del suo piano sui social network, intimando agli studenti di rimanere a casa se volevano avere salva la vita.

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Il Presidente degli Stati Uniti Obama si è dichiarato sempre più affranto da questo episodio di violenza e ha detto che continuerà a cercare di convincere la maggioranza repubblicana al Congresso ad appoggiare il suo progetto per una legge che limiti le armi in circolazione. Da molto tempo negli Stati Uniti il tema delle armi facili è molto dibattuto; alcuni sostengono che il diritto di difendersi con le armi da fuoco è sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione, altri pensano che ci dovrebbero essere più controlli.

Quella di oggi in Oregon non è che l’ultima di una lunga serie di stragi dovute al fatto che armi di grosso calibro siano finite in mano a squilibrati con seri problemi psichici. Anche se da più parti viene chiesto un accurato controllo sui potenziali compratori, la potentissima National Rifle Association impedisce anche i più piccoli cambiamenti nella legislazione vigente.

La lobby delle armi è molto potente e può contare sul sostegno di politici repubblicani e anche di quella parte dell’opinione pubblica che teme di perdere il diritto di difendersi da potenziali aggressioni facendo fuoco. Secondo un recente sondaggio su un campione di cittadini statunitensi, infatti, anche coloro che chiedono limitazioni, non rinuncerebbero mai al loro diritto di detenere un’arma.

In attesa che la situazione diventi più chiara non si può fare altro che registrare l ‘ennesima strage in cui studenti innocenti hanno pagato con la vita il loro diritto allo studio.

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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