Estero

Usa: laboratori di armi biologiche in Ucraina. La conferma dal ministero degli esteri russo

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La rappresentate russa del ministro degli esteri ha tacciato la confederazione statunitense (Usa) della conduzione di programmi di sviluppo di armi biologiche, in Ucraina. L’accusa sembrerebbe essere veritiera.

Maria Zhakarova (portavoce del ministero degli esteri russi) ha diffuso, in tutto il mondo, la notizia riportante la conferma dei sospetti nei confronti della presenza di laboratori americani su suolo ucraino. Le efficienti ricerche effettuate nel corso degli anni dalla Russia hanno, dunque, portato a galla la verità.

La convalida dei timori russi è arrivata da più parti del mondo. Non solo i risultati ottenuti in Ucraina, ma anche le dichiarazioni dei dipartimenti di Kiev e l’ammissione stessa degli americani, per mezzo del sottosegretario Nuland, riguardo a tale soggetto, hanno tolto ogni dubbio circa le numerose perplessità.

Le confessioni del sottosegretario Usa

Proprio ieri, Nuland si sarebbe espresso in merito alla questione. Il sottosegretario ha confermato l’esistenza di strutture di ricerca all’interno della nazione ucraina, oltre ad esporre le sue paure circa una possibile appropriazione delle armi biologiche da parte della Russia.

In risposta al senatore repubblicano della Florida, la Nuland si è presentata, in qualità di testimone, dinanzi al comitato per le relazioni estere. Comitato che si occupa principalmente del conflitto Russia-Ucraina.

Proprio in tal contesto, Victoria Nuland ha palesato il suo terrore conseguente a tale scoperta, ritenendo che la Russia potrebbe sperimentare un attacco biologico verso il suo Paese nemico. A ciò ha aggiunto che sono prossimi ulteriori inasprimenti delle sanzioni economiche contro la Russia.

Cresce la tensione fra i diversi Paesi del mondo

In seguito alle dichiarazioni del sottosegretario americano, la Cina ha chiesto spiegazioni e ulteriori dettagli sui locali chimici in Ucraina. L’obiettivo di queste richieste consisterebbe nel mettere al sicuro il Paese asiatico.

Il portavoce Zhao Lijan, nel corso di una conferenza stampa, ha esortato gli americani ad agire per garantire la sicurezza del mondo intero. A suo parere, si dovrebbero illustrare il funzionamento dei laboratori e i risultati emersi dalle indagini biologiche condotte.

Il rappresentante cinese ha pesantemente criticato la condotta americana che pare non esplicitare le sue reali intenzioni.

La comunità internazionale è oltremodo preoccupata per plausibili conseguenze, successive al rifiuto del governo usa di accettare verifiche delle proprie strutture, poste all’interno e al di fuori dei propri confini.

Russia e Cina, due potenze mondiali, ora chiedono delucidazioni relative ai 336 laboratori biologici gestiti dall’America, in diversi angoli del pianeta.

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