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Linea fibra unica su tutto il territorio, la trattativa procede

In Italia da un po’ di tempo c’è la volontà di colmare il divario digitale con gli altri Stati, cercando di realizzare un’infrastruttura unica per fibra ed internet veloce. In questo momento storico, inoltre, ne si avverte ancora maggiormente la necessità. Infatti, dopo due anni di accelerate e frenate nell’operazione, i passi che seguiranno potrebbero essere decisivi. 

Consiglio di amministrazione fissato per il 31 agosto

Lunedì 31 agosto è infatti previsto un consiglio di amministrazione di Tim con KKR, un fondo statunitense pronto ad entrare nell’operazione. In realtà la trattativa stava per essere ultimata già agli inizi di agosto, ma una lettera dei ministri dell’Economia Gualtieri e dello Sviluppo Economico Patuanelli aveva rallentato il tutto. A fine agosto, invece, si aspetta anche il definitivo benestare del governo.

L’obiettivo è quello di creare un’unica società, tra Tim e Open Fiber, operatore che si occupa di banda larga controllato al 50% dalla Cassa Depositi e Prestiti ed al 50% dall’Enel. Tuttavia non è ancora chiaro chi sarà a gestire le redini di una rete così importante, poiché ovviamente gli interessi economici in ballo sono vari. Tim punta a mantenerne la maggioranza, mentre il ministero dell’Economia è pronto a ribadire l’importanza della terzietà di gestione della rete ed autonomia rispetto agli operatori di linea internet.

I sindacati, d’altro canto, non si sono mostrati favorevoli alla rete unica o almeno come auspicata dall’esecutivo, e premono per un confronto urgente con il governo.  Le scelte che verranno compiute “in queste ore avranno dei risvolti sul progresso del Paese ma anche sulla tenuta occupazionale di un comparto strategico hanno scritto Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil  in una lettera indirizzata  al premier Conteche, soprattutto in una fase economica quale quella che stiamo attraversando, potrebbe invece candidarsi ad essere volano di sviluppo ed occupazione”. Per i sindacati la rete unica potrebbe essere affidata a Tim in maggioranza, visto come soggetto forte sul mercato in grado di far fronte ai costanti investimenti necessari.

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