Puglia

Lizzano e il…”Disastro Ambientale”

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Cronaca di un “disastro ambientale” annunciato

La nota stampa dell’Associazione AttivaLizzano

Ancora una volta in tanti avevamo intuito quali potessero essere le conseguenze della presenza di migliaia di tonnellate di rifiuti sepolti in quasi 50 anni di attività delle discariche situate nelle località Mennole e Palombara, nelle strettissime vicinanze soprattutto di Lizzano e Fragagnano.

La puzza che per decenni ha appestato e continua ancora ad inquinare l’aria di territori che avrebbero dovuto emanare solo i profumi di piante, fiori e alberi, non era una invenzione dei cittadini di tutti i paesi limitrofi.

Così come i timori che tali quantità di rifiuti accumulati per decenni potessero inquinare anche la falda, non potevano essere frutto di infondato allarmismo da parte di cittadini comitati ed associazioni.

In tanti avevamo ritenuto fosse necessario intervenire immediatamente sulla Discarica Vergine in zona Palombara dopo che finalmente, l’ARPA, con i prelievi e le successive analisi delle acque sotterranee dai pozzi interni alla discarica, aveva certificato la presenza di ferro, diossine, PCB ed idrocarburi in quantità tali da far superare il CSC (coefficiente soglia di contaminazione):

gli abitanti delle zone adiacenti all’impianto preoccupati per la propria salute e per la salubrità di terreni e coltivazioni e pascoli e noi di AttivaLizzano che facendoci carico delle lecite preoccupazioni, il 3 gennaio del 2017 infatti avevamo presentato un ulteriore esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di svolgere accurate indagini al fine di verificare l’eventuale sussistenza di reati ambientali, dal momento che la discarica oltre che interessare le attività agricole e pastorali che avrebbero potuto essere esposte al rischio di contaminazione, evidenziavamo che una parte delle abitazioni di Lizzano, utilizza l’acqua proveniente da pozzi per i normali fabbisogni quotidiani data la non totale copertura da parte dell’acquedotto.

A distanza di quattro anni…l’abbandono e il degrado

A distanza di 4 anni dal sequestro della discarica, l’impianto risulta essere in completo stato di abbandono e i sopralluoghi effettuati dall’ARPA Puglia in questi anni hanno confermato il totale degrado in cui versa il sito, constatando lo smottamento di una vasca di contenimento dei rifiuti con conseguente fuoriuscita del percolato a causa delle acque pluviali. Dato lo stato dell’impianto, l’Arpa Puglia ha sostenuto la necessità di interventi di emergenza immediati, quanto meno, per l’aspirazione del percolato.

Nei giorni scorsi, dopo più di un anno dal nostro esposto, il sostituto procuratore dott. Lanfranco Marazia ha formulato a carico dei responsabili della discarica Vergine l’accusa di “disastro ambientale”, formulando l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Dal provvedimento della Procura si evince una “imprudenza e imperizia nella gestione del percolato e nell’impermeabilizzazione del bacino di discarica, trascurando l’intercettazione delle acque meteoriche” che hanno portato alla “contaminazione delle acque sotterranee” in cui sono state riscontrate diossine, nitrati, PCB e boro configurando una situazione che, secondo lo stesso Pubblico Ministero, necessita “provvedimenti eccezionali”. A cominciare, secondo noi, dalla immediata messa in sicurezza, bonifica e chiusura definitiva della discarica.

Ma ciò che in questi giorni ha destato stupore e fonte di nuova preoccupazione è stato l’aver appreso da alcuni telegiornali che mentre ancora una volta la Magistratura, l’unica istituzione che sta facendo luce su questa velenosa vicenda, ha ritenuto ampiamente fondata la nostra denuncia emettendo l’avviso di garanzia, la Regione Puglia vorrebbe acquistare la discarica non escludendo l’ipotesi di una eventuale riapertura, che per tutti noi cittadini sarebbe una vera catastrofe.

Contrariamente a ciò che i cittadini si aspettano, l’atteggiamento delle istituzioni politiche è davvero inspiegabile e a nostro avviso, irresponsabile.

Da una parte la Provincia di Taranto con i suoi tentativi di volturare l’AIA dell’impianto, ormai sotto sequestro dal febbraio 2014, ad un nuovo soggetto privato e che continua a rilasciare autorizzazioni, perpetrando lo scempio del nostro territorio con la stessa politica scellerata attuata p.es. con il recentissimo rilascio dell’autorizzazione al rialzo di 15 metri della discarica ex Ecolevante di Grottaglie che infierisce sulle popolazioni di Grottaglie, San Marzano di S.G. e Fragagnano, già esposte per troppi anni ad agenti inquinanti dannosissimi; non dimentichiamo neppure le scellerate restituzioni delle fidejusioni di qualche hanno fa, che dovevano servire proprio alle messe in sicurezza dei siti inquinanti e quindi alla salvaguardia della salute dei cittadini.

Dall’altra, la Regione Puglia, intenta a tergiversare tra i molteplici ricorsi promossi dagli ex gestori della discarica e i proprietari dei terreni su cui insiste la discarica (al TAR di Lecce e al Presidente della Repubblica), per poi lasciar trapelare terrificanti intenti di riapertura del sito.

È evidente, invece, che le indagini avvalorano ancora di più la necessità di un’urgente messa in sicurezza e bonifica della discarica Vergine con conseguente chiusura definitiva, come più volte invocato dai cittadini delle zone circostanti alla discarica e da noi di AttivaLizzano.

L’Associazione AttivaLizzano, pretende un intervento delle Istituzioni competenti, al fine di fare tempestivamente chiarezza sullo stato delle acque sotterranee per tutelare la salute delle popolazioni delle zone limitrofe e le attività agricole che possono essere danneggiate dall’inquinamento proveniente dalle discariche.

Inoltre, l’associazione AttivaLizzano auspica che la Provincia di Taranto lasci per sempre l’ipotesi, più volte manifestata, di concedere un’eventuale autorizzazione per la ripresa dell’attività della discarica Vergine e che la Regione Puglia, abbandoni ogni intento di possibile riattivazione e che gli stessi si adoperino affinchè si abbandoni per sempre la vecchia logica delle discariche e dell’incenerimento e si consideri seriamente l’adozione dell’economia circolare, strumento indispensabile per una buona raccolta differenziata che ancora oggi stenta a decollare e, ancora in alcuni comuni, a partire.

 

La manifestazione

Per ribadire, per lottare ed ottenere tutto questo, l’associazione AttivaLizzano invita tutti i cittadini a partecipare alla grande manifestazione “Per la nostra terra” che si svolgerà a Lizzano Piazza 4 Novembre il 22 aprile 2018 alle ore 17,30: uniche possibilità sono le BONIFICHE e la CHIUSURA DEFINITIVA delle DISCARICHE.

AttivaLizzano

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