Da Lizzano a San Pietro, il tour della “Sovrana Illegalità” della costa orientale ionica (Foto)

Il giornalista e Cpa Mimmo Carrieri: "Spiagge libere fuori norma senza servizi igienico sanitari e senza misure di sicurezza - Qui il tempo si è fermato!"

Senza assolutamente voler giustificare nessuno, poiché le regole vanno rispettate ed è giusto che una struttura aperta al pubblico che non abbia i servizi igienico sanitari a norma debba essere chiusa, è altrettanto giusto far notare che, se di cose illegali dobbiamo parlare, allora, signori miei, parliamone fino in fondo in maniera seria e senza nulla trascurare. Infatti – esplica il giornalista/ambientalista Mimmo Carrieri – se di norme igienico sanitarie dobbiamo discutere, iniziamo col dire che tutte le spiagge libere andrebbero chiuse al pubblico, in quanto, prive di servizi igienico sanitari.

 

A tal proposito, viene spontaneo chiedersi dove facciano i propri bisogni fisiologici le centinaia di migliaia di persone che affollano le spiagge nei mesi estivi, visto che mancano quasi totalmente i bagni pubblici e, laddove ci sono, vengono tenuti chiusi? – Un dilemma e, al contempo, un interrogativo al quale appare alquanto semplice rispondere, poiché non si necessita di una fervida immaginazione per poter replicare a quanto esposto dallo stesso Carrieri.

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Difatti, basti pensare a quello a cui, puntualmente, bisogna assistere nei mesi più caldi dell’anno, contraddistinti dalla comprovata presenza di turisti (e non) che affollano il litorale ionico – Per non far sentire nessuno in imbarazzo – prosegue Carrieri – mi esimo dal citare in maniera specifica personaggi politici o attribuire responsabilità. Ciò che quotidianamente da giugno ad oggi avviene su tutta la costa orientale ionica è sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi volutamente finge di non vedere, ciò che tutti vedono ma spesso non hanno il coraggio di denunciare. Partendo dalla marina di Lizzano, ci si imbatte spesso in posteggi abusivi di camper fin sulla battigia, con annessa spazzatura e liquami che vengono eliminati in mare.

 

Transitando, poi, in località Torre Ovo, Marina di Torricella, oltre alla presenza di mucchi di rifiuti prodotti dalla massiccia presenza di bagnanti residenti e pendolari, i bagni pubblici vengono gelosamente tenuti chiusi. La località di Campomarino di Maruggio, somiglia ai centri abitati delle grandi città, con traffico congestionato che si accalca nelle stradine e sulla litoranea, oltre all’abusivismo nel mancato rispetto delle norme che regolano l’ordinanza balneare. Ma la situazione si fa ancora più grave, giungendo a Torre Borraco e San Pietro in Bevagna, località sotto la giurisdizione del comune di Manduria. Ebbene, qui l’abusivismo è praticamente totale.

Tende installate sulle spiagge, stile immediato dopoguerra quando arrangiarsi era ritenuta una cosa normale. Passaggio di venditori abusivi di derrate alimentari e cianfrusaglie. Spazzatura abbandonata dappertutto con cassonetti insufficienti e traboccanti, tant’è che resti di alimenti vengono lasciati a marcire sotto il sole con esiti olfattivi davvero poco gradevoli. Anche qui, la mancanza totale di bagni pubblici, costringe i bagnanti a scomodare bar e luoghi di ristoro, laddove esistono, altrimenti a ricorrere al mare.

(In questo caso ci si chiede perché le regole che valgono per i privati non vengano applicate per i luoghi pubblici con sanzioni a carico di comuni che non garantiscono il rispetto delle norme igienico sanitarie installando i servizi). In tal caso, stando alle regole, le spiagge libere diverrebbero tutte inagibili e di questo, si spera possa occuparsene presto l’autorità competente.

 

Inoltre, mancano le misure di sicurezza, cioè il servizio di salvamento in mare che in precedenza veniva assicurato, come dovrebbe essere assicurato l’ordine , la pulizia e la sicurezza. Se è poco, prossimamente posso approfondire ancor di più l’argomento allegando una cospicua documentazione fotografica, testimonianze dirette di villeggianti e residenti delusi ed amareggiati, mentre ci si stupisce <<e non poco>> su come tutto questo garbuglio venga definito turismo da alcuni “politici locali”.

 

Dopo aver riportato parte di ciò che avviene sulla nostra litoranea orientale jonica da Lizzano a San Pietro in Bevagna, sicuramente ci sarà qualche politico che oserà cercare di giustificarsi ma, ritengo che – asserisce il Cpa Carrieri, al termine di quanto esposto – di fronte alla cruda realtà ci sia davvero poco da aggiungere“.