Lucia Borsellino, scorta all’ex assessore siciliano alla Salute

Borsellino

La decisione a tutela della figlia del giudice Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via d’Amelio il 19 luglio del 1992 a Palermo, è stata presa – e accettata malvolentieri dalla diretta interessata – dal comitato per l’ordine e la sicurezza del Ministero dell’Interno alla luce delle attività svolte dall’ex assessore alla Salute della Regione Sicilia negli ultimi anni. Di recente Lucia Borsellino ha presentato diversi esposti ed è stata ascoltata come testimone nella vicenda che ha portato all’arresto del primario di Chirurgia Plastica di Villa Sofia, Matteo Tutino, e ha inguaiato il presidente della Regione Rosario Crocetta.

L’ex assessore si era dimesso il 2 luglio scorso, spiegando che per motivi etici non avrebbe più potuto ricoprire quell’incarico. Naturalmente poi c’è la questione della presunta intercettazione tra Tutino e Crocetta, rivelata dall’Espresso e smentita dalle procure siciliane, secondo cui il primo avrebbe dichiarato che la figlia di Paolo Borsellino avrebbe dovuto essere fermata, uccisa come suo padre. Al che il governatore della Sicilia non avrebbe battuto ciglio.

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).