L’ultima lettera di Peter Kassig alla famiglia

isis,decapitazione, lettera, video

La famiglia dell’ operatore umanitario Peter Kassig ha reso pubblica l’ultima lettera che il figlio aveva inviato, mentre era in mano all’Isis. Peter Kassig era il giovane americano che lavorava per fornire cure mediche alle vittime della guerra civile in Siria. Domenica 16 novembre è stato giustiziato tramite decapitazione dall’Isis, qui il video integrale.

 

”E ‘ancora molto difficile credere che tutto ciò stia realmente accadendo … come sono sicuro che voi siate a conoscenza che la situazione sta diventando sempre più intensa. Siamo stati tenuti insieme, noi stranieri … e adesso circa la metà delle persone sono andate a casa. … Spero che tutto questo abbia un lieto fine, ma potremmo essere arrivati alla resa dei conti, e se davvero è così ho pensato che era giunto il momento di scrivere un po’ di cose, prima di andare.

La prima cosa che voglio dire è grazie. Sia a te che a mamma per tutto quello che avete fatto per me, come genitori, per tutto quello che mi avete insegnato, che mi avete mostrato, e vissuto con me. Non riesco ad immaginare la forza e l’impegno che avete perso a crescere un figlio come me, il vostro amore e la pazienza sono cose di cui sono profondamente grato.

Voglio che sappiate tutto ciò che ho vissuto qui  direttamente da me in modo che non ci sia il bisogno di chiedersi, indovinare, o immaginare (spesso questo è peggio della realtà). Tutto sommato io sono a posto. Fisicamente sono abbastanza sottopeso, ma non sono morto di fame, e non ho danni fisici, io sono un ragazzo che tiene duro, ancora adesso sono in grado di aiutare gli altri.

Mentalmente so che questa è la cosa più difficile che un uomo possa passare, lo stress e la paura sono incredibili ma le sto affrontando come meglio posso. Non sono solo, ho degli amici, si ride, si gioca a scacchi, si gioca per mantenere la mente attiva, condividiamo le nostre storie e i nostri sogni sui nostri cari e sulle nostre case. E’ difficile per me affrontare questa situazione, mi conoscete bene. La mia mente è rapida e la mia pazienza più sottile di quella degli altri. Ma nel complesso reggo bene. Ho pianto molto nei primi mesi, adesso di meno. Mi preoccupo solo di te mamma e dei miei amici.

Ci dicono che ci avete abbandonati  che non vi importa, ma ovviamente so che state facendo tutto quello che potete e anche di più. Non preoccuparti, papà, se cederò, ma non finirò per pensare niente di diverso da quello che so che è vero. Che tu e la mamma mi volete il bene più grande della luna e delle stelle.

Ho paura di morire, ma la parte più difficile è quella di non sapere, di non chiedere, e credere se devo ancora sperare. Sono molto triste che tutto questo sia successo e per quello che voi a casa state attraversando. Se muoio, immagino che almeno voi ed io cercheremo consolazione e conforto nel sapere che sono andato fuori casa per alleviare la sofferenza e aiutare chi ha bisogno.

Per quanto riguarda la mia fede, io prego tutti i giorni, non sono arrabbiato per la mia situazione. Sono in una situazione complicata dogmaticamente, ma sono in pace con le mie convinzioni.

Vorrei che questa lettera fosse andata avanti per sempre, così da continuare a parlare con voi. Ma sappiate che sono sempre con voi. In ogni corso d’acqua, in ogni lago, in ogni campo e fiume. Nei boschi e sulle colline, in tutti i luoghi che mi avete mostrato. Vi amo.”

Loading...

Questa è la struggente lettera che Peter Kassig inviò ai suoi genitori, le sue ultime parole, ricordi e testimonianze del suo stato d’animo e delle sue profonde paure.

In questa lettera si sente la commozione e la continua speranza alla vita, di un uomo che ha donato tutto se stesso per aiutare gli altri. Il mondo è commosso, allo stesso tempo si chiede il perchè di tanto dolore.

Il presidente americano Barack Obama ha dato le sue condoglianze ai parenti dell’americano Abdul-Rahman (Peter Kassig), definendo la sua uccisione un atto di «pura malvagità». Gli Stati Uniti si sono inorriditi dell’uccisione dell’operatore umanitario.

Il presidente David Cameron ”Sono inorridito dall’assassinio a sangue freddo di Abdul-Rahman Kassig. L’Isis ha mostrato ancora una volta la sua cattiveria. I miei pensieri vanno alla famiglia”.

La Farnesina in veste di Paolo Gentiloni condanna ”Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, condanna la decapitazione dell’ostaggio americano Peter Kassig. Notizia ricevuta con profondo sdegno.Le condoglianze e la solidarietà vanno alla famiglia della vittima al governo e al popolo americano.