Il presidente della repubblica Emmanuel Macron annuncia una svolta nei confronti dell’integralismo islamico, sempre più fuori controllo in Francia, durante un discorso programmatico incentrato sulla gravità della situazione che ha tenuto alla periferia di Parigi, in presenza di numerose autorità politiche e prefettizie.
Cresce l’integralismo islamico in Francia e Macron corre ai ripari
Il presidente francese Macron è sempre più preoccupato per la deriva dell’integralismo islamico nel suo Paese e ha deplorato il separatismo di molti cittadini musulmani che vivono in una “realtà parallela“, contraria ai valori della Repubblica, e sono quindi permeabili alla propaganda del fondamentalismo religioso.
La situazione sempre più incandescente nelle banlieues si unisce alla graduale scristianizzazione della Francia con annessa demolizione o vendita di luoghi di culto sostituiti non solo con centri commerciali, ma anche da molte nuove moschee.
Come sottolinea la testata giornalistica Il Post, il discorso di Macron introduce una nuova strategia del governo francese definita “La Repubblica dei fatti” per difendere i valori secolari basati sui due pilastri di uguaglianza ed emancipazione ispirati soprattutto dall’illuminismo e dagli ideali della rivoluzione d’impronta dichiaratamente laica.
La necessità di un cambio di rotta
Il problema è che in Francia, come nel resto d’Occidente, l’integrazione con gli immigrati di fede musulmana lascia parecchio a desiderare, considerando che gli studi più recenti hanno messo in luce che circa un terzo è costituito da osservanti talmente rigorosi della legge islamica (Sharia), da considerarla predominante sulle leggi europee.
Per correre ai ripari, le autorità francesi hanno pensato di predisporre un nuovo disegno di legge sull’integrazione, da discutere in consiglio dei ministri entro dicembre, prima di presentarlo all’Assemblea Nazionale per il dibattito e la ratifica parlamentare che si spera avvenga all’inizio del 2021.
Secondo Macron, che ha tenuto il discorso in una banlieue a poche decine di chilometro da Parigi, dove sembra che l’integrazione funzioni un po’ meglio che altrove, la forte spinta fondamentalista crea problemi ovunque, ma l’inquilino dell’Eliseo ha anche denunciato le mancanze dei governi precedenti che non avrebbero agito a dovere nell’impedire la “ghettizzazione” dei cittadini musulmani e ha concluso: “Ci siamo costruiti da soli il nostro separatismo“.
I punti salienti del provvedimento
Macron ha illustrato le linee guida del disegno di legge che dovrebbe basarsi su un ventaglio di provvedimenti che probabilmente accenderanno il dibattito tra sostenitori e critici, trattandosi di una sfida inedita dall’esito a dir poco incerto, dopo decenni di laissez faire i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti:
- Obbligo per tutti i bambini di andare a scuola a partire dai 3 anni, escludendo solo chi ha gravi problemi di salute, per evitare che tanti minori siano educati in casa secondo i dettami della Sharia
- La scuola deve “inculcare” i valori della Repubblica e non quelli di una religione, perché deve formare cittadini e non fedeli
- Proposta di introduzione dell’arabo nelle scuole per non insegnarlo privatamente
- Scioglimento di associazioni e organizzazioni, non solo per i reati di razzismo e antisemitismo, ma anche in caso esercitino pressioni fisiche o psicologiche a scopo di indottrinamento integralista
- Obbligo di neutralità religiosa per chiunque svolga incarichi pubblici
- Aiutare l’Islam a diventare partner della Repubblica francese
Il cambio di passo di Macron
Macron sembra volersi scrollare di dosso le numerose accuse politiche che, come spiega Stefano Montefiori sul Corriere della Sera, spaziano dalla sottovalutazione del problema, passando dalla classificazione degli attentati come semplice effetto di problemi psichiatrici, fino all’attenzione eccessiva verso il pregiudizio anti islamico, mentre le persone rischiano una coltellata quando escono di casa.
Resta da valutare se il nuovo piano permetterà una svolta storica o se il provvedimento in esame chiude la stalla quando i buoi sono già scappati ma, in ogni caso, il presidente francese è seriamente preoccupato per il controllo crescente da parte degli integralisti di centinaia di quartieri, in tutte le città, dove persino polizia e vigili del fuoco hanno paura di entrare.
L’amara constatazione del presidente francese
Macron ha detto con chiarezza che il nemico non sono i cittadini musulmani in quanto tali ma solo l’Islam radicale, però ha ammesso che la lotta al fondamentalismo non può limitarsi a neutralizzare terroristi e fiancheggiatori, ma deve avere una prospettiva ben più ampia per ottenere successo.
In effetti, l’humus culturale dell’integralismo è molto più ampio e si manifesta attraverso episodi quotidiani di intolleranza e discriminazione verso le donne o i cristiani che abitano nello stesso quartiere, senza dimenticare che i bambini musulmani passano almeno otto ore al giorno in strutture, spesso senza finestre, dove insegnanti con il velo integrale li indottrinano a livello religioso.
Lo scoglio della libertà d’insegnamento
La sfida lanciata da Macron investe anche la vita quotidiana di insegnanti e studentesse islamiche, a partire porprio dall’uso velo, che il presidente non può vietare in strada ma che auspica sia proibito nelle scuole. Inoltre, non sarà più permesso ai cittadini musulmani reclutare e retribuire insegnanti provenienti dai loro Paesi di origine per educare privatamente i figli.
In pratica, la strategia di Macron sembra puntare soprattutto sulla formazione scolastica e sulla repressione dell’integralismo negli adulti, tuttavia la presa di posizione presidenziale sfida il principio costituzionale francese della “libertà d’insegnamento” ed è probabile che molti musulmani osservanti presenteranno ricorso, quando la legge sarà operativa, per evitare di mandare i figli nelle scuole pubbliche fin dalla più tenera età.
Gli altri punti di attrito tra laicità francese e integralismo islamico
Gli integralisti islamici non avranno gradito una dei passaggi più duri del discorso presidenziale: “C’è nell’islamismo radicale una volontà rivendicata e un’organizzazione metodica per creare un ordine parallelo e, nel lungo periodo, di prendere il controllo completo. La tentazione radicale, a un jihad, al Califfato territoriale, questa crisi che l’islam vive in ogni parte del mondo, ci tocca. Salafismo, Wahabismo e Fratelli musulmani hanno portato messaggi di rottura, un progetto politico, la negazione dell’uguaglianza uomo-donna“.
Di conseguenza, Macron punta anche a un giro di vite sugli enti locali troppo permissivi: lo stato potrà ribaltare le loro decisioni, compresa l’abrogazione dei menù confessionali nelle mense e la revoca della separazione tra uomini e donne negli impianti sportivi, già adottata in alcune piscine della Normandia. Il piano impone quindi uno stop alle richieste dell’islam politico che la Francia ha assecondato per molti anni, ma il braccio di ferro è appena iniziato, riserverà altri colpi di scena e avrà un solo vincitore.











