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Madrid 11 marzo 2004, 20 anni dopo

I numeri di questa tragedia sono tristemente impressionanti: 192 morti e quasi 2000 feriti. Tra questi ultimi, molti feriti gravi, persone che hanno riportato danni irreversibili come l’amputazione degli arti. Le bombe, collocate all’interno della stazione madrilena Atocha, erano esplose attorno alle 7:30 del mattino del 11 marzo 2004.

I rappresentanti delle forze politiche spagnole oggi presenzieranno ai vari eventi di commemorazione. Ciascuno di loro, allora come oggi, indistintamente da destra a sinistra, condanna fermamente il terrorismo.

Questo attentato, infatti, porta la firma jihadista.

Si tratta di un giorno di lutto non solamente per la penisola iberica, bensì per l’Europa intera e i leader politici hanno ribadito l’importanza di essere uniti nell’ambito della UE anche per proseguire la vigilanza e la lotta contro il terrorismo.

E’ significativo e anche simbolico che il ventesimo anniversario di questa giornata terribile per la Spagna (infatti, questo fu il primo attacco terroristico subito dal Paese di tali dimensioni) si celebri nella Giornata Europea delle Vittime del Terrorismo.

In questo 11 marzo le rappresentanze di Stato colgono l’occasione anche per ringraziare le forze dell’ordine, i medici e paramedici, i vigili del fuoco, tutti coloro che si prodigarono in quei momenti concitati perché, grazie alla sinergia dei loro interventi, fu possibile salvare moltissime vite.

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