Manduria – Riciclaggio, preso “Re del Vino” (Foto)

Riciclaggio: ingente sequestro, arrestate 7 persone e il Re del Vino

L’arresto dell’imprenditore vitivinicolo faentino, Melandri e di altre sette persone e l’ingente sequestro 

Di seguito, la nota stampa

È stato tratto in arresto a Manduria, Vincenzo Secondo Melandri, l’imprenditore vitivinicolo faentino coinvolto nell’inchiesta denominata «Malavigna» che, complessivamente, ha portato all’arresto di sette persone e al sequestro di circa 20 milioni di euro.

La Dia di Bologna ha individuato il gruppo criminale in questione fautore di riciclaggio e frodi fiscali

La Dia di Bologna ha individuato e disarticolato un gruppo criminale ritenuto specializzato nel riciclaggio di ingenti capitali di provenienza illecita e, altresì, nelle frodi fiscali perpetrate mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

I cerignolani tratti in arresto, oltre a Melandri

Oltre a Melandri (arrestato mentre si trovava in un albergo della città messapica), ritenuto il capo del sodalizio, sono stati tratti in arresto i cerignolani: Gerardo Terlizzi, fratello del più noto Giuseppe, reggente dell’ex-clan Piarrulli-Ferraro e, al contempo, i fratelli Pietro e Giuseppe Errico.

I nominativi di coloro che sono stati disposti agli arresti domiciliari

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Posti ai domiciliari, invece, Roberta Bassi, 53enne compagna e socia in affari dell’imprenditore faentino, Rosa D’Apolito, 56enne di Monte Sant’Angelo e Ruggiero Dipalo, 50enne di Cerignola.

L’elenco delle illecite attività svolte: concepite finte società vitivinicole con prestanome, usura, esercizio abusivo e frodi fiscali

Attraverso finte società vitivinicole facenti capo a dei «prestanome» sarebbero state emesse fatture per la vendita di prodotti alla società Melandri Trading srl, a fronte di merci mai corrisposte: attività, questa, secondo le accuse, funzionale a ripulire il denaro sporco proveniente da usura, esercizio abusivo di attività finanziarie e frodi fiscali.

Il riciclaggio – Art. 648 bis del codice penale

Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo; ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da milletrentadue euro a quindicimilaquattrocentonovantatre euro.
La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.
La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni.
Si applica l’ultimo comma dell’articolo 648.
L’incriminazione del riciclaggio è stata introdotta al fine di intensificare la lotta alla criminalità organizzata, andando così a tutelare, a dispetto della posizione di tale disposizione all’interno del codice, non solo il patrimonio, ma soprattutto l’interesse pubblico all’amministrazione della giustizia“.