Una mappa per due

2014-04-06 16.22.34

Era l’anno 1957 quando due giovani amici di Bologna decidono di intraprendere l’avventura di effettuare il giro del mondo in motocicletta.

Appassionati motociclisti, fisicamente dotati, intelligenti, con grande spirito di avventura, hanno compiuto un impresa di difficoltà, rivelatasi poi, superiore a qualsiasi loro previsione.

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Non c’erano allora i navigatori, non c’erano i telefonini, una sola mappa tascabile del mondo e per misura…. Le dita.
Il giro è durato un anno, per circa 100.000 Km. Misura desunta con le dita, perché i contachilometri delle moto si sono rotti presto, allora non c’erano ancora gli apparecchi elettronici, ma funzionanti con fili di acciaio.
Sono stati attraversati cinque continenti, trentacinque nazioni e quattro rivoluzioni.
Strade buone, sterrate, deserti e sentieri. Percorsi asfaltati quasi mai, forse 85% di strade non pavimentate.
Una avventura affrontata così, quasi con la leggerezza di chi dice andiamo in centro a bere un caffè. Per le modeste informazioni raccolte l’attrezzatura ed in particolare l’abbigliamento, si rilevarono subito insufficienti. Già all’inizio nei Balcani e dopo nelle Ande, rischiarono il congelamento.
Di fListenerrequente i due si trovarono senza soldi alla ricerca di soluzioni di fortuna per raggiungere il punto di appoggio più vicino. A volte si trainavano a vicenda a mano o con una corda, per risparmiare benzina.
Ignari della situazioni politiche dei vari paesi, si sono trovati a passare attraverso sommosse e rivoluzioni come in Siria, Iraq e Indonesia.
Due motociclette Ducati 175cc. dei ricambi di scorta, una fotocamera da 16mm. e una macchina fotografica.
Era la prima volta che una casa motociclistica, la Ducati, sponsorizzava una operazione di tali proporzioni, ma con mezzi limitati e ridotti punti di appoggio.
Dall’Europa al medio Oriente, ai deserti australiani, alla Nuova Zelanda , dalle foreste dell’Amazzonia, alle vette delle Ande e all’Africa Sahariana, per promuovere il marchio Ducati e costruire una rete di concessionari.I contatti telefonici con la casa madre erano molto rari e difficili, i punti di riferimento erano le ambasciate o i pochissimi rivenditori Ducati.
Di questa impresa è nato un documentario di 70 minuti per il cinema e DVD . Un successo inaspettato, oltre ogni previsione.
Una regia eccezionale di Roberto Montanari e Danilo Caracciolo, una colonna sonora di una dolce melodia ambientata al tempo e all’avventura che ti accompagna per tutto il viaggio.
L’autore è il Nanni della colonna sonora del film”La grande bellezza”
I due protagonisti dell’impresa e narratori nel filmato, sono
Leopoldo Tartarini, per gli amici “Poldino”, giovanissimo aveva partecipato con successo a gare motociclistiche italiane. Nel tempo si è affermato nel mondo motociclistico con la casa di moto Italjet e, di essere ancora considerato come uno dei più grandi ideatori e disegnatori di modelli come il “PACK”, attualmente in mostra al museo di arte moderna MOMA di New York- ancora la moto Velocifero, Torpedo, il Dragster ecc. ecc.
Giorgio Monetti, uomo di grande acume e personalità, noto anche in seguito come concessionario di auto.
Due amici, motociclisti, sempre pronti al vivere improntato all’intelligente arguzia di goliardia petroniana. Sempre pronti allo scherzo simpatico, che a volte ti può cambiare la vita, come in quel giorno, presso l’ufficio del consolato italiano in Indocina, che il Monetti vede la bella fotografia della figlia del console e, rivolgendosi all’amico Tartarini gli dice :” Vuoi scommettere che quella lì io me la sposo?” Monetti ha vinto la scommessa sposando in seguito quella bella ragazza.

Un documentario storico-sociale di un giro del mondo, di una filosofia di altri tempi, per vivere il viaggio come esperienza, dove la meta è solamente un fatto secondario, un pretesto. Una impresa straordinaria che ti avvince per tutto il filmato, riscuotendo il consenso e il plauso di tutti.
I due personaggi diventano dei narratori simpatici nel loro commento naturale e semplice, mai pesante, mai ripetitivo. Due amici che ancora oggi, indomiti quasi ottantenni, vorrebbero nuovamente cavalcare le due mitiche Ducati 175cc.

A questi due simpatici “attori” motociclisti, grazie di questa piacevole proiezione.

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